ACQUA E POLITICA

Acque agitate in casa Aca e Ruzzo. Cda bollenti tra candidature e dimissioni

Sia nel Pescarese che nel Teramano rinnovo dei consigli di amministrazione

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Acque agitate in casa Aca e Ruzzo. Cda bollenti tra candidature e dimissioni
ABRUZZO. E’ saltata questa mattina, per mancanza del numero legale, la riunione dell’Aca, la spa pubblica che cura il servizio idrico in 564 comuni del Pescarese e del Chietino. Tra le altre cose era stata convocata per la nomina dei componenti del cda.

La data stabilita nelle scorse settimane era quella del 30 luglio, poi anticipata in tutta fretta e con un preavviso di pochi giorni. Forse talmente pochi che questa mattina sindaci e delegati (la maggioranza) non sono riusciti a presentarsi negli uffici di via Raiale a Pescara.
Tutto rinviato, dunque, al prossimo 27 luglio. L’estate inoltrata si riconferma dunque anche quest’anno il periodo preferito dagli amministratori per prendere scelte determinanti per il futuro dell’azienda comprensoriale acquedottistica. Negli anni scorsi a tenere banco tra la calura di fine luglio era l’aumento della tariffa dell’acqua, adesso le nomine dei componenti del consiglio di amministrazione che potrebbe far arrivare anche qualche sorpresa. Ancora prima il grande scandalo dell'acqua inquinata e dei pozzi di Bussi. Storie vecchie e già dimenticate mentre si avvicinano prescrizioni e assoluzioni sul versante giudiziario. Tra le possibilità anche qualche sentenza di condanna si intravede all'orizzonte ma non è quello che conta oggi quando i partiti politici sono in grosso fermento per stabilire equilibri e continuare a spartirsi la guida della società che non brilla nè per trasparenza nè per efficienza di gestione. 

E stamane, dopo molti rinvii, presso l’Assessorato dei Lavori Pubblici Regionale all’Aquila, erano previsti anche due incontri con i sindacati per un primo confronto sui piani industriali e sui bilanci di entrambe le società. Invece, soltanto pochi minuti prima dell’inizio delle riunioni, già fissate da tempo, le due aziende hanno comunicato l’impossibilità ad essere presenti con motivazioni che, seppur apparentemente valide, appaiono prevedibili e, comunque facilmente superabili con un minimo di programmazione, e/o, con una opportuna delega.
«Prendiamo atto, con rammarico, che queste due società ogni qualvolta si provi ad approfondire, anche in sede istituzionale», hanno commentato Cgil, Cisl e Uil, «le gravi problematiche di carattere finanziario e gestionale che le affliggono, tendono a sottrarsi sistematicamente al confronto. Delle due l’una: o non sono in grado di affrontare una discussione in merito a tali problematiche, oppure, peggio ancora, dimostrano di essere irrispettose dei ruoli istituzionali di ciascuno, compreso il loro».

Molto c'è da chiarire sulla gestione decennale della spa, lo sostengono anche i senatori Idv, Elio Lannutti e Alfonso Mascitelli che hanno presentato una interrogazione parlamentare nella quale si chiede conto al governo della gestione delle risorse idriche in Abruzo e non solo.
Intanto a proposito di "carrozzoni" e "gestione" nei corridoi dell’Aca si sussurra che Giorgio D’Ambrosio, ex parlamentare, sindaco di Pianella, indagato per la sua contestata gestione all'Ato (lì'ente d'ambito che avrebbe dovuto controllare l'operato dell'Aca) voglia presentare il proprio curriculum per entrare nel cda. Alcuni lo escludono categoricamente non solo inconsiderazione dei problemi giudiziari ma per il fatto che il "partito dell'acqua" sarebbe ancora saldamente al potere dopo oltre dieci anni. Insomma sarebbe un vero ritorno al passato anche se D'Ambrosio ha continuato in questi anni comunque ad interessarsi alla gestione dell'acqua.

Proprio domani mattina, infatti, alle 10 il sindaco di Pianella dovrà comparire (insieme a Fabrizio Bernardini attuale segretario generale della Provincia di Pescara, Pasquale Cordoma ex sindaco di Montesilvano, Alessandro Antonacci, Roberto Angelucci ex sindaco di Francavilla, Vincenzo Di Giamberardino attuale assessore al Comune di Pianella) davanti al Gup del Tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea per l’udienza preliminare sul rinvio a giudizio chiesto dal pm Valentina D’Agostino in riferimento all’inchiesta sull’Ente D’Ambito Pescarese nato a seguito di alcuni espsoti dell’associazione Codici. I reati contestati vanno dall’abuso d’ufficio, alla corruzione, peculato, falso. All'Ato dove molti dipendenti lo ricordano e lo veneravano, tanto da esporre il suo "santino" accanto a quello della Madonna, incrociano le dita.
Impossibile al momento sapere se abbia effettivamente presentato una candidatura. Così come non si conoscono i nomi di altri candidati sebbene alcuni sindaci stiano studiando l’ipotesi di candidare un esponente della società civile per dare una sterzata violenta a quello che da più parti viene ormai definiti un carrozzone succhia soldi. Se questo nome venisse realmente fuori dal cilindro che chances ci sarebbero?


A TERAMO BUFERA CONTRO IL PDL
Intanto a Teramo anche la Ruzzo si appresa a rinnovare il proprio cda e cerca tre componenti. Nel bando inviato agli organi di stampa mancano però i termini di scadenza delle domande.
Intanto, però, anche intorno all’azienda Teramana è scontro politico. «Il Pdl ha impedito che il Ruzzo si aprisse al merito», ha denunciato il segretario provinciale del Pd Robert Verrocchio.
Il Partito Democratico vuole sapere quello che è accaduto nel corso dell'assemblea di venerdì scorso: «il Pdl è di fatto imploso e non ha voluto che la meritocrazia entrasse nella società», ha detto Verrocchio.
I sindaci del Pd venerdì hanno affermato che tutti gli atti compiuti dal Cda del Ruzzo dopo le dimissioni di Claudio Strozzieri erano illegittimi: «abbiamo anche fornito un parere pro veritate da parte di un avvocato, e forse avevamo ragione, visto che il centrodestra ha fatto correre telefonate con i suoi avvocati e alla fine ha rimandato l'approvazione del bilancio, e questo va chiamato fallimento», ha aggiunto il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro.
«I sindaci del Pd, in maniera compatta, hanno sostenuto che il Cda di Ciapanna era illegittimo per come si era ricomposto dopo le dimissioni di Strozzieri, e dunque era illegittimo anche il rendiconto. Il centrodestra è andato totalmente nel pallone - ha proseguito - Il bilancio, cioè il primo punto all'ordine del giorno, è stato rinviato ma il Pdl ha voluto comunque nominare il suo uomo perchè altrimenti sarebbero saltati tutti i loro equilibri».
Il Pd ha chiesto che tutte queste irregolarità venissero sanate, sostituendo l'intero Cda attraverso un bando pubblico per la nomina dei membri, che da cinque dovrebbero scendere a tre anche per anticipare la spending review del governo. Da parte di molti sindaci dell'area di centrodestra «abbiamo notato molto nervosismo», ha detto ancora Mastromauro, «come da parte del sindaco di S. Omero che ha deciso di abbandonare anzitempo l'assemblea. Vogliamo che il prossimo Cda sia rappresentativo della qualità e non dei partiti».
«Brucchi omette di dire che nell'assemblea di venerdì il centrodestra è imploso - ha aggiunto il sindaco di Cortino Gabriele Minosse - Sono arrivati in ritardo di un'ora rispetto all'orario della convocazione perché ancora non avevano trovato alcun accordo, e dopo le nostre dichiarazioni hanno trasformato una sosta di cinque minuti in un'interruzione di un'ora e cinque minuti».

«I sindaci soci del Ruzzo non sono mai stati convocati per sapere cosa stesse accadendo alla società dopo il colpo di mano del Pdl del luglio scorso - ha commentato il sindaco di Mosciano Marcello D'Orazio - Ad oggi noi ancora non sappiamo il motivo delle dimissioni di Strozzieri».
Dunque la richiesta è semplicemente una: che l'attuale Cda si presenti dimissionario in assemblea, affinché possano essere sanate tutte le irregolarità che il Pd crede siano state compiute, e che il prossimo consiglio di amministrazione sia nominato guardando anzitutto al merito.
Sulla stessa linea il primo cittadino di Castellalto Vincenzo Di Marco. «Il centrodestra ha sempre votato a favore del bilanci del passato, dove nel Cda era presente Carlo Ciapanna - ha dichiarato Di Marco - Venerdì noi non abbiamo visto né le dimissioni protocollate del consigliere Ciarroni né il curriculum del nuovo membro, se non dopo nostra esplicita richiesta, quando il curriculum di Scuteri è arrivato via fax e Brucchi lo ha sbandierato in assemblea. Non è degno per il sindaco del nostro capoluogo che si presti ad essere scudiero di ordini di partito».
«Chiediamo che il Ruzzo presenti un piano industriale, perché sono questi i compiti della società, e non quella dell'occupazione delle poltrone», hanno invece affermato il sindaco di Crognaleto Giuseppe D'Alonzo e il vicesindaco di Valle Castellana Camillo D'Angelo.


Alessandra Lotti