LA PROTESTA

Sulmona, rischi piattaforma industriale. Comitati: «in Cina malattie e cancro»

Gli ambientalisti rifiutano il progetto

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Sulmona, rischi piattaforma industriale. Comitati: «in Cina malattie e cancro»
SULMONA. La Cina e Sulmona. Un accostamento in apparenza forzato.

Un paragone per spiegare gli effetti dell’impianto di rifiuti industriali sul territorio peligno da realizzare con 17 mln i Fondi Fas 2007-2013.

I comitati cittadini per l’ambiente tirano in causa il uno studio cinese, pubblicato sull’ "Enviromental Research Letters", basato sull'analisi dell'aria di una delle più grandi aree di smantellamento di rifiuti elettronici della Cina. Ebbene da questo studio, sempre secondo gli ambientalisti, viene fuori che lo smaltimento di vecchie tv, i computers e le stampanti usate, telefonini ed elettrodomestici vari, può causare effetti nocivi per la salute (infiammazione, stress ossidativo, danni al dna e cancro).
Sbagliano, secondo i comitati, quelli che si illudono che il progetto porterà sviluppo.  Ricadute economiche? «Poche», dicono. Il progetto va a in contrasto con la vocazione del territorio al centro di due parchi nazionali (parco nazionale e parco Majella e di una riserva naturale Monte Genzana) orientata allo sviluppo ecosostenibile del territorio attraverso la promozione delle tipicità locali, dell’artigianato,dei borghi e di un turismo di qualità.
Possibilità occupazionali? «Quasi nulle», sempre secondo loro.
«Mentre il sindaco di Sulmona, Fabio Federico ha definito la piattaforma  in Consiglio Comunale, come una opportunità da cogliere al volo, tutti la scansano», ricordano, «ormai siamo trattati come la discarica dell'Abruzzo e per chiudere la filiera ci manca solo l'inceneritore che, una volta realizzata la piattaforma, sarà molto più facile far passare». L’imperativo è diventato il no.