PETROLIO

Arrivano le trivelle ad Ortona. D’Orsogna contro Chiodi: «si vergogni»

Non è pervenuto il parere della Regione Abruzzo. Sale l'allarme petrolio

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Maria Rita D'Orsogna

Maria Rita D'Orsogna

ORTONA. L' Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse ha approvato l'esplorazione con airgun e la trivellazione di due pozzi petroliferi esplorativi fra Ortona e San Vito.

Sono pozzi della Petroceltic a circa 14 miglia da riva. L’annuncio lo dà Maria Rita D’Orsogna che spiega sul suo blog: «la decisione è stata presa il 15 giugno 2012, e che l'ha scoperto Enrico Gagliano, cittadino di Teramo un paio di giorni fa».
D’Orsogna cita anche uno stralcio del verbale di approvazione: «visto il verbale conclusivo della Conferenza di servizi, prot. n. 0009912 del 17 maggio 2012, e considerandosi, quindi, acquisiti i positivi assensi delle amministrazioni in indirizzo, che non hanno partecipato alla Conferenza medesima, nei limiti di quanto contenuto nei propri provvedimenti amministrativi preventivamente».
«Corrado Passera è con loro», protesta D’Orsogna, «e a quasi nessuno dei senatori, sindaci e politici d'Abruzzo o della costa importa veramente. Non vanno neanche alle riunioni a cui sono invitati per dire la loro. E cosa vogliono di più quelli della Petroceltic?»
E poi l’attacco al governatore e alla classe politica regionale: «Gianni Chiodi: si vergogni, e si vergogni profondamente di questa mancanza di rispetto per il suo elettorato, che ha trasformato un non-parere in un assenso. Lo dicono loro, non io. Si vergogni. Chiodi passerà alla storia come il governatore responsabile della petrolizzazione dei mari d'Abruzzo».


La docente ortonese ricordo ancora quando a Cupello, nel 2010, il presidente disse che fra dieci anni non ce ne sarebbe stato neanche uno di quei pozzi. «Beh, ne sono passati due, e tutto lascia prevedere che non ci ha azzeccato nel suo toto-trivelle».
D’Orsogna si chiede perché non intervengano Remo Di Martino, assessore al turismo della provincia di Chieti, o Enrico di Giuseppantonio presidente della provincia di Chieti, o i sindaci Rocco Catenaro e il suo braccio destro, Luigi Comini di San Vito.
La docente sottolinea che il problema non è tanto il pozzo esplorativo in sè, ma tutto ciò che il pozzo esplorativo comporta, la premessa che il pozzo esplorativo rappresenta per il futuro.
«L'abbiamo già vista questa storia con Ombrina Mare», ricorda D’Orsogna. «Quelli della Petroceltic verranno con tutti i loro alambricchi e il loro metallo luccicante con questa enorme piattaforma galeggiante, staranno li per 3 mesi a fare le "prove", inquineranno il mare, come è normale che sia in questo tipo di operazione, visto che trivellano monnezza e come gia' successo con Ombrina. E poi, se tutto gli va bene, troveranno petrolio a basso indice Api, come è stato con Ombrina, com'è stato con Ortona, e gli servirà un desolforatore. E cosi proporranno, visto che non hanno piu' il centro oli di Miglianico, di piazzarci una bella nave desolforatore a pochi chilometri dalla costa, con la bella fiammella, e in bella vista. Stesso film di Ombrina, niente di piu, niente di meno».
Solo che ora si chiamano Petroceltic e prima si chiamavano Mediterranean Oil and Gas.


«I RESPONSABILI»
D’Orsogna mette in fila, uno dietro l’altro, i «responsabili» di ciò che sta avvenendo: «a Corrado Passera importa solo far cassa, non importa sulla pelle di chi. Corrado Clini che fa il ministro dell'Ambiente a tempo perso e senza veramente avere a cuore l'ambiente. Gianni Chiodi e Enrico Di Giuseppantonio, dovete essere uomini e dire qualcosa. Ma non a me, ma a chi vi ha votato, a quelli di Roma, alla Petroceltic, alla stampa inglese, a chi decide queste cose. E i nostri senatori? Fabrizio Di Stefano dov'e'? Giovanni Legnini dov'e'? Cosa fanno questi per l'Abruzzo?»