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Provincia Teramo, rottura con la Uil Funzione Pubblica: «tentativi di sabotaggio»

Catarra annuncia: «azioni legali a tutela dell’ente»

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Provincia Teramo, rottura con la Uil Funzione Pubblica: «tentativi di sabotaggio»
TERAMO. Con una nota inviata ai vertici provinciali e regionali della Uil, ieri mattina, il presidente Catarra ha preannunciato la rottura delle relazioni sindacali con la Funzione Pubblica della Uil e il mandato all’Avvocatura per le azioni di tutela dell’ente.

La decisione «assunta con dispiacere per il rispetto che nutro nei confronti del ruolo sindacale e gli ottimi rapporti che intercorrono con le altre categorie della Uil» ha precisato il presidente Catarra, è stata assunta dopo che il segretario della Funzione pubblica, Alfiero Di Giammartino, dopo aver sottoscritto, venerdì scorso un accordo per i precari della Teramo Lavoro, ha successivamente inviato una nota alla Provincia, alla Procura, alla Regione e all’Unione Europea sostenendo «la mancanza di autorevolezza, terzietà e autonomia» degli uffici provinciali preposti ai controlli sulla società in house.
«In seguito ad una complessa e faticosa trattativa – si legge nella nota inviata dal presidente Catarra - che ha visto la partecipazione di tutte le parti in causa e anche di esperti di fiducia del sindacato, la Uil, appena venerdì scorso, congiuntamente alla Cgil e alla Cisl, ha firmato un accordo per il prolungamento del contratto di 100 lavorato precari della Teramo Lavoro per 12 mesi». Per 63 di loro la riassunzione e il contratto di 12 mesi è vincolato allo sblocco del “congelamento” dei finanziamenti del Fondo sociale europeo da parte della Regione che ne ha sospeso l’erogazione in attesa di ricevere di dirigenti della Provincia le conclusioni dei tre livelli di controllo posti in essere. Il martedì successivo all’accordo il segretario provinciale della funzione pubblica della Uil, Alfiero di Giammartino, ha inviato una nota al dirigente del settore B7, titolare della verifica di secondo livello sul Fondo sociale europeo, e per conoscenza: alla Procura, all’Unione Europea, alla Regione mettendo in discussione la veridicità, la legittimità e la congruenza dei controlli. «Di Giammartino, esulando dalle competenze proprie del sindacato che dovrebbero essere ricondotte alla tutela dei lavoratori, compie un’azione di “sabotaggio”», denuncia il presidente, «nei confronti dell’accordo da lui stesso firmato e nel farlo utilizza, nella forma e nella sostanza, termini e argomentazioni fortemente lesivi della dignità professionale e personale dei dipendenti adibiti alle attività di controllo con affermazioni diffamatorie».

Atteso che le questioni relative all’utilizzo del Fondo sociale Europeo e alla società in house, ragiona Catarra nella nota «sono al vaglio, anche grazie agli esposti della Uil, della Commisione Europea, del Ministero del Lavoro, della Procura di Teramo solo per citarne aulcini, pare evidente la totale inopportunità, intempestività e malafede di questa ulteriore iniziativa della Funzione pubblica della Uil a due giorni dalla firma di un accordo».

La nota è stata inviata per conoscenza agli stessi destinatari individuati dalla Uil e, quindi, fra gli altri, anche alla Procura, a Bruxelles, all’autorità di gestione del Fondo sociale Europeo, alla Regione Abruzzo. Inoltre, è stata inviata per conoscenza anche agli altri sindacati firmatari dell’accordo sulla Teramo Lavoro.

Nella nota, infine, si confutano alcune delle argomentazioni della Uil precisando che il direttore generale «per legge, è il naturale destinatario delle attività e delle risultanze di tutto il sistema dei controlli dettato dal Testo unico delle autonomie locali e che, nel caso specifico, essendo anche Segretario Generale appartenente al ruolo di circa 80 segretari provinciali italiani, funzionario del Ministero dell’Interno e quindi di sicura nomina non politica. Senza nascondere il trascurabile particolare che il controllo analogo è proprio lo strumento giuridico a disposizione di Presidente e Giunta».

Infine un passaggio della nota è dedicato ai “procedimenti disciplinari” che hanno fatto seguito alla cosiddetta ispezione già oggetto di un esposto denuncia da parte della Uil: «senza dilungarmi vorrei solo sottolineare – scrive Catatta - che i procedimenti sono stati avviati (ma come sappiamo non conclusi) in seguito alle comunicazioni dell’Autorità di gestione del Fondo sociale alla Regione Abruzzo in cui risultava errato il procedimento utilizzato dal settore Lavoro per l’ispezione».
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