LA DENUNCIA

Succede di nuovo: no al contratto perché incinta

Secondo caso nel Teramano in poche settimane

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Succede di nuovo: no al contratto perché incinta
TERAMO. Lei, lavoratrice incinta, all’ottavo mese di gravidanza, in maternità obbligatoria.

Lui, datore di lavoro pronto a rinnovare i contratti per tutti. Tranne per lei.
Licenziata perché incinta. Un nuovo caso Abruzzo di maternità discriminata. Un nuovo caso che vede coinvolto un Ente pubblico dopo quello registrato solo qualche settimana fa
A denunciarlo è il consigliere della Provincia di Teramo Mauro Sacco Idv che ha presentato un’interrogazione sulla vicenda.  I fatti risalgono al giugno 2011 quando  l’amministratore della Teramo Lavoro srl Venanzio Cretarola ha prorogato, secondo il consigliere, i contratti a tutti i lavoratori precedentemente assunti a termine. Oltre 100 dipendenti sono stati convocati dall’amministratore per apporre quella firma. Tutti, tranne lei, Rossella Gabrielli costretta a casa, da una piacevole attesa.
A nulla è servita la presenza sul posto del marito con delega scritta. Quindi, la corsa disperata della signora (30 km di strada percorse nelle sue condizioni) per salvare quel posto cui tanto teneva. E la doccia fredda: rapporto di lavoro interrotto.  Rossella Gabrielli, avvocato, è entrata in Provincia in qualità di dipendente nel 2002  presso il settore Politiche Sociali e del Turismo dopo aver vinto un concorso che tra i requisiti richiedeva la conoscenza della lingua francese. Lei, la Gabrielli conosceva perfettamente la lingua in quanto nata in Svizzera e formatasi scolasticamente nel Cantone francese. Ha lavorato per lunghi anni presso il Settore turistico ed al Centro Analisi traducendo opuscoli turistici e accompagnando, come interprete, delegazioni straniere in visita nella provincia di Teramo. La sua vicenda riporta alla memoria quella della lavoratrice assunta a tempo determinato per l’Azienda di promozione Turistica della Regione Abruzzo (Aptr) e licenziata perché in attesa.
Entrambe le donne, oggi, vivono una gioia più grande, la maternità, che però non colmerà il senso di impotenza e discriminazione subite.
«Il presidente della Provincia di Teramo sapeva? L’assessore  alle Politiche Sociali, Renato Rasicci, se si è chiesto il motivo del mancato rinnovo del contratto di lavoro, considerando che la Gabrielli prestava servizio presso il suo settore? Sapeva che la Gabrielli, si trovasse all’ottavo mese di gravidanza? Ma soprattutto, l’amministratore Cretarola ha motivato, per l’unico contratto non prorogato (quello della Gabrielli) la sua decisione alla Giunta provinciale?»
Una sequela di perché (quelli contenuti nell’interrogazione del consigliere Sacco), che di certo non restituiranno un diritto estirpato ma daranno qualche risposta in più su una triste abitudine (licenziamenti di donne incinte), ancora seguita, in un Paese “civile” come l’Italia.
m.b.