RICOSTRUZIONE

Il ‘papà’ della Protezione civile a L’Aquila: «non avrei fatto il progetto C.a.s.e»

Zamberletti promuove la nuova legge sulla ricostruzione

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Il ‘papà’ della Protezione civile a L’Aquila: «non avrei fatto il progetto C.a.s.e»
L'AQUILA. Audizione, ieri mattina, in Consiglio regionale d'Abruzzo, il ‘padre’ della moderna Protezione Civile, Giuseppe Zamberletti.

L’ex commissario di governo nelle emergenze post-sisma in Friuli nel 1976 e in Irpinia nel 1980 ha partecipato alla seduta della Commissione speciale istituita per monitorare la ricostruzione in Abruzzo, presieduta dal consigliere regionale Emilio Iampieri.
L'ex ministro è intervenuto per affrontare le problematiche inerenti le fasi della ricostruzione dei centri colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009. «Considero positiva la nuova legge per la ricostruzione che a breve sarà varata per l'Abruzzo - ha esordito -. Mi pare che questa legge sia stata disegnata tenendo conto soprattutto delle precedenti esperienze come quella del Friuli, e pertanto credo che potrà produrre effetti efficaci e accelerare la ricostruzione nella vostra regione. Ho detto al ministro Fabrizio Barca che ha fatto un buon lavoro. Questa volta - ha osservato ancora Zamberletti - è passato troppo tempo dalla conclusione della fase emergenziale; ricordo, ad esempio, che in Friuli la legge per la ricostruzione fu varata immediatamente durante il periodo dell'emergenza; stessa cosa è accaduta per l'Irpinia e per il terremoto di Umbria-Marche. Qui, in effetti, c'é stato un periodo troppo lungo; perché - ha concluso - senza una legge specifica non si può avviare la vera ricostruzione».
Il consigliere regionale dell’Idv Carlo Costantini ha chiesto come a L'Aquila si potrebbe ripulire il territorio dagli ettari ed ettari di cemento armato che con il Progetto C.a.s.e. lo hanno devastato.
«Zamberletti», spiega Costantini, «non ha potuto esimersi dal rivelare che avrebbe preferito una soluzione diversa, svelando anche un aspetto fin'ora sconosciuto. La scelta di non fare interventi inamovibili, in occasione del terremoto del Friuli, fu una scelta non sua, ma del Parlamento, che impartì precise istruzioni in tal senso. Per L'Aquila, grazie anche alla superficialità di chi poteva opporsi e non lo ha fatto, è avvenuto l'esatto contrario», protesta l’esponente dell’Idv: «è stato direttamente il Parlamento a stabilire che le colate di cemento fossero la risposta migliore al superamento dell'emergenza».

PROCESSO GRANDI RISCHI: «NON SARANNO CONDANNATI»
oi Zamberletti si è espresso anche sui processi in corso nel capoluogo: «gli esperti della commissione Grandi Rischi, nella riunione prima del tragico terremoto, non hanno dato rassicurazioni ai cittadini, per questo non credo che saranno condannati dal tribunale dell'Aquila».
Il processo alla Grandi Rischi vede alla sbarra sette tra scienziati ed esperti di terremoti, accusati di aver dato false rassicurazioni alla popolazione dell'Aquilano dopo la riunione dell'organismo del 31 marzo 2009, cinque giorni prima del sisma.
«Si parla impropriamente di processo alla 'commissione Grandi rischi' - ha detto Zamberletti - perché erano solo quattro i componenti a partecipare a quella riunione. Nessuno di loro ha pronunciato parole rassicuranti, ma hanno messo in guardia sempre dal trascurare misure di sicurezza e ribadito che ai terremoti bisogna prepararsi sempre con molto scrupolo.
Zamberletti ha concluso la sua visita all'Aquila con un sopralluogo a Villa Sant'Angelo, uno dei centri più colpiti dal terremoto.
Nel suo giro è stato accompagnato dal presidente della commissione per la ricostruzione del Consiglio regionale, Emilio Iampieri, ed è stato accolto dal sindaco, Pierluigi Biondi, e da alcuni componenti dell’amministrazione locale.

Zamberletti si è soffermato sui cantieri della ricostruzione già avviati nel centro storico, ha osservato il personale dei vigili del fuoco e dell’Asm intenti a svolgere i lavori di demolizione e selezione macerie, ha visitato il villaggio Map realizzato dalla Provincia autonoma di Trento e, infine, gli uffici comunali, dove ha potuto dare uno sguardo veloce al piano di ricostruzione redatto dall’Università di Catania.
L’onorevole ha avuto parole di apprezzamento per il lavoro fatto sino a oggi a Villa Sant’Angelo e ha formulato utili consigli, forte anche della sua esperienza nei terremoti del Friuli e dell’Irpinia.
«È fondamentale – ha affermato – che la ricostruzione sia gestita, quanto più possibile, dagli enti locali» e ha sottolineato l’importanza di una legge regionale di settore, alla quale la commissione guidata da Iampieri sta lavorando.
Nel salutare, ha promesso che tornerà a Villa Sant’Angelo «per verificare lo stato di attuazione della ricostruzione che qui, comunque – ha concluso – mi sembra sia partita con il piede giusto».