LAVORO

E’ crisi industriale in Abruzzo: alla Honda di Atessa 303 posti a rischio

I sindacati dichiarano sciopero

Redazione Pdn

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E’ crisi industriale in Abruzzo: alla Honda di Atessa 303 posti a rischio
LANCIANO. Dopo la Pilkington, Cartiera Burgo, Sixty, Golden Lady la crisi “prende di mira” la Honda di Atessa.

L’azienda madre, in Giappone, ha annunciato un piano industriale all’insegna di licenziamenti per la sede di Atessa: 303 lavoratori da tagliare su 647 dipendenti tra operai ed impiegati. Motivo: trend negativo, riduzione commesse e perdita del 20 per cento della produzione. Nessuna delocalizzazione di produzione in Asia e Stati Uniti o altrove, assicura la casa madre. Il polo di Atessa diventerà un’appendice del colosso nipponico e dovrebbe svolgere solo attività di assemblaggio.
Le maestranze hanno fatto sentire la loro voce. Ieri, dopo lo sciopero di un’ora e mezzo davanti ai cancelli dello stabilimento di Atessa, i lavoratori hanno discusso con i sindacati confederali Fim, Fiom e Uilm il piano triennale della Honda Italia.

LE PROPOSTE, LA SOLIDARIETA’
Fioccano le proposte e le manifestazioni di solidarietà di istituzioni e sindacati per la Honda.
Al coro di protesta si è unito il segretario provinciale di Chieti della Uilm, Nicola Manzi che chiede che la questione venga discussa sul piano nazionale, al Ministero, con un confronto tra i sindacati nazionale e alla casa madre giapponese perché, dice,« non si possono cancellare 40 anni di storia di lavoro su un territorio, con pesanti ripercussioni anche sull'indotto». Venerdì 6 luglio ci sarà un incontro con Assindustria Chieti per parlare di una strategia anti crisi.
Per Marco Fars segretario regionale Prc Abruzzo tra i licenziamenti diretti e quelli indiretti, dovuti all'inevitabile crisi dell'indotto, sono a rischio almeno 1000 posti di lavoro nello stabilimento Honda di Atessa. A nulla sono serviti secondo Fars gli accordi nell’ambito del cosiddetto “Patto per la competitività” a partire dall’aprile 2011, alla Honda di Atessa.
«I sacrifici imposti ai lavoratori loro malgrado», ha sottolineato Fars, «con la speranza vana di mantenere le produzioni ad Atessa, si sono rivelati del tutto inutili. Inoltre occorrerebbe un quadro normativo almeno di livello europeo per impedire le delocalizzazioni, estendendo i diritti dei lavoratori al di fuori dei Paesi Ue, altrimenti non c'è limite alla ricorsa delle aziende verso paesi con manodopera low cost».
Anche Gianni Mellilla coordinatore regionale Sel la pensa così ed auspica la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio Regionale aperta ai sindaci del vastese e del Sangro, ai lavoratori ed ai sindacati. Leo Malandra segretario generale Cisl Chieti ritiene che il ridimensionamento avrà ricadute negative anche in termini di indotto che coinvolge 23 aziende sparse sul territorio chietino con 1500 lavoratori. E’ per scongiurare la crisi che, secondo Malandra bisogna mantenere  ad Atessa il mix produttivo  di scooter maxi moto e motori power e tirare fuori soluzioni alternative all’azienda(ammortizzatori sociali, accordi di programma) per abbattere i costi della Honda.
Anche la Provincia di Chieti si dice pronta a fare la sua parte per i lavoratori di Pilkington ed Honda. Parola del presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio che esprime ai lavoratori la sua personale solidarietà e quella dell'intera amministrazione. Ed e' disponibile a mettere in campo tutti gli strumenti di sua competenza, ad esercitare ogni azione istituzionale nelle sedi opportune.

UNA MAPPA DELLA CRISI

La Honda è solo l’ultima in ordine temporale ad aver subito il fendente della crisi economica. Segue altre note compagne di sventura.
Cartiera Burgo. La sede di Avezzano dell’azienda è a rischio chiusura. L’annuncio è stato fatto dalla direzione del personale della Cartiera Burgo alle segreterie nazionali e territoriali di Sic Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil. A quanto si apprende il motivo sarebbe la criticità in cui versa lo stabilimento marsicano. Domani, 5 luglio, l’azienda dovrebbe decidere sulle sorti dello stabilimento. Intanto il 3 luglio scorso la Regione ha firmato una risoluzione che  impegna il presidente Chiodi a fare di tutto per salvare lo stabilimento. Nella sede dell’azienda ad Avezzano lavorano quasi 800 persone: 446 alle dipendenze dirette della cartiera, 110 persone per conto di ditte esterne, più altre circa 300 persone che operano nell’indotto.
Pilkington. L’azienda con sede a San Salvo conta 1700 dipendenti, ha annunciato esuberi per circa un terzo della manodopera. Sono 300 gli interinali ai quali non viene rinnovato il contratto a tempo determinato.
Golden Lady. Lo stabilimento di Gissi ha tenuto col fiato sospeso sindacati e lavoratori per molto tempo tra cassa integrazione e rischio chiusura. Di recente sono stati  salvati 365 posti di lavoro grazie al subentro dell'azienda Del Gatto, specializzata nel settore delle calzature e dell'azienda NEW Trade di Prato che attivera' nell’azienda un impianto nell'ambito del settore tessile. La firma della salvezza e' avvenuta alla presenza dell'assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti, dell'assessore al lavoro della Provincia di Chieti Daniele D'Amario, al sindaco di Gissi, oltre quella delle parti datoriali e sindacali.
Sixty. Ancora incerte le sorti di lavoratori, cassintegrati alle prese con esuberi e proteste.