LA PROTESTA

Alba Adriatica: cittadini contro il ponte delle prostitute

Dimostranti sul piede di guerra e segnalazioni inascoltate

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Alba Adriatica: cittadini contro il ponte delle prostitute
ALBA ADRIATICA. Un ponte frequentato da diverse persone: prostitute, clienti, mamme, bambini, villeggianti, cittadini comuni.

Il ponte, quel simbolo che nell’immaginario collettivo serve ad unire, stavolta divide.
Siamo al confine tra Alba Adriatica e Villa Rosa. Sul ponte di legno, a pochi passi dal mare, dalle spiagge affollate, le prostitute lavorano. I cittadini del posto non ne sono affatto contenti ed annunciano vibrate proteste. Hanno interpellato la polizia municipale, hanno chiamato gli uffici comunali di Alba e Martinsicuro ma nessuno si è mosso. Così passano ai fatti.
Gli operatori turistici della zona, ma soprattutto gli ambientalisti che curano l’oasi naturalistica Foce del Vibrata, tra cui molti anziani, si posizioneranno sul ponte di legno nelle ore serali e cominceranno a sbattere pentole e coperchi per mettere in fuga le ragazze e i loro accompagnatori.
C’è chi è davvero preoccupato. «Si verificano sempre di più scontri verbali tra ambientalisti, cittadini e anziani da una parte», dice il responsabile della Federazione dei Verdi e della Costituente Ecologista Provinciale, Giuliano Marsili, «e pescatori abusivi, soggetti che di sera campeggiano a fianco delle prostitute e guidatori di motorini dall’altra; temo che di questo passo possa succedere qualche incidente; e poi il transito continuo di moto e motorini sul ponte di legno sta distruggendo di nuovo le traverse, riparate da poco con la spesa di circa 100 mila euro».
Non si tratta dell’unico fenomeno che si sta consumando in zona, secondo Marsili. C’è lo spaccio sulla pista ciclabile del versante albense e poi l’annoso stato di abbandono in cui versa la foce del Vibrata.