L'OMICIDIO

Omicidio Cagnetta, perquisizione nel covo dei Ciarelli. Ucciso con una calibro 38

Si cerca la pistola che ha sparato. L'autopsia stabilisce la morte per dissanguamento

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Omicidio Cagnetta, perquisizione nel covo dei Ciarelli. Ucciso con una calibro 38
PESCARA. Questa mattina gli uomini della squadra Mobile diretti da Pierfrancesco Muriana sono tornati a casa di Angelo Ciarelli.

Una perquisizione palmo a palmo dell’abitazione di via vicolo Moro ma anche nella casa del clan a San Giovanni Teatino. Sono stati utilizzati anche un metaldetector e un cane messo a disposizione dalla Guardia di finanza ma non sarebbero stati trovati elementi utili alle indagini.
Probabilmente gli investigatori erano alla ricerca della pistola che ha ucciso Tommaso Cagnetta lunedì pomeriggio in via Tavo. Ma non è saltata fuori. Che fine ha fatto? Chi la nasconde? Secondo gli inquirenti le armi vengono tenute da incensurati che si prestano a far da ‘guardiani’ in cambio, ovviamente di denaro.
Proprio a pochi passi dall’abitazione pescarese di Ciarelli in un tombino, la Polizia lunedì sera ha trovato 13 proiettili calibro 38 special in un calzino: l'altro calzino spaiato era dentro casa.

LA PISTOLA
Il tipo di pistola potrebbe unire i tre delitti degli ultimi mesi a Pescara: quello di Italo Ceci, ex componente della banda Battestini - assassinio ancora senza colpevole -, quello di Rigante e quello di lunedì. La Mobile è in attesa di riscontri. Ciarelli non ha confessato, ma ci sono testimonianze in grado di inchiodarlo. Dovrà comunque spiegare cosa facesse, armato, in una piazza del quartiere dello spaccio, lui, sorvegliato speciale dopo avere scontato 15 anni in carcere per una rapina durante la quale fu ucciso il carabiniere Marino Di Resta , con obbligo di soggiorno, evaso ad aprile dai domiciliari, condannato di nuovo a otto mesi, ma subito scarcerato.
Se lunedì sera, interrogato dalla polizia, si è tirato fuori dall’omicidio e sostenuto di non aver sparato, domani Ciarelli avrà un’altra opportunità di parlare, durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Mariacarla Sacco.

LE AUTO
Intanto la polizia scientifica sta proseguendo gli accertamenti sulle due auto sequestrate: la Golf grigia di Eva Ciarelli trovata parcheggiata l'altra sera su una chiazza di sangue nel cortile del ‘Ferro di cavallo" e la Renault Clio sequestrata ai due tossicodipendenti che lunedì, prima dell'omicidio di Cagnetta, hanno comprato droga da una nomade proprio in quello stabile.
Non avendo pagato tutto il dovuto (mancavano dieci euro) i due sono stati richiamati dalla nomade e Ciarelli, giunto in suo soccorso, avrebbe sparato un colpo, ferendo per errore Cagnetta che voleva dare man forte della spacciatrice. Sull'auto ci sono delle impronte, ancora da studiare.

L’AUTOPSIA
Intanto questa mattina è stato conferito al medico legale Cristian D'Ovidio l'incarico per eseguire l'autopsia sul corpo di Cagnetta. Il pm Valentina D'Agostino ha anche incaricato un perito balistico, Gaetano Rizza, del Gabinetto interregionale della polizia scientifica di Ancona, uno degli esperti arrivati a Pescara a seguito degli omicidi di Italo Ceci e Domenico Rigante. Cagnetta e' stato raggiunto ad un colpo di pistola al fianco ed e' morto dopo l'arrivo in ospedale. Secondo gli investigatori il colpo sarebbe partito accidentalmente e la vittima sarebbe stata raggiunta forse da un colpo di rimbalzo

IL CLAN CIARELLI
L'arresto di Angelo Ciarelli è il terzo episodio che vede coinvolti membri del suo clan negli ultimi due mesi. Ad aprile Pasquale Di Giovanni, 28enne cugino di Angelo e Massimo e ritenuto custode delle armi di famiglia, sparò in faccia a una prostituta nigeriana che si è miracolosamente salvata: arrestato un mese dopo. Massimo Ciarelli fu arrestato a maggio due giorni dopo l'uccisione di Rigante; poi sono finiti in carcere anche altri Ciarelli che parteciparono alla spedizione punitiva nei confronti del tifoso

CAGNETTA MORTO PER RECISIONE DELL’AORTA
Tommaso Cagnetta è morto dissanguato a causa del colpo di pistola che lo ha raggiunto al fianco e gli ha lesionato l'aorta provocandogli una emorragia interna. Lo ha stabilito l'autopsia effettuata oggi pomeriggio dal medico legale Cristian D'Ovidio, incaricato dal pm Valentina D'Agostino insieme a un perito balistico, Gaetano Rizza.
L'esame e' servito anche per accertare che Cagnetta e' stato ucciso con una calibro 38, cioe' lo stesso tipo di arma che e' stato utilizzato in altri due omicidi avvenuti a Pescara quest'anno: quello di Italo Ceci, ucciso a gennaio in pieno centro, in via De Amicis, e quello di Domenico Rigante, freddato la sera del primo maggio in via Polacchi.
Per l'omicidio di Cagnetta la squadra mobile ha arrestato Angelo Ciarelli, nomade, 38 anni, fratello di Massimo, arrestato sempre dalla squadra mobile per l'omicidio dell'ultra' Domenico Rigante. Ad Angelo Ciarelli sono stati sequestrati ieri 13 proiettili calibro 38 special trovati in un tombino. L'arma dell'omicidio non e' stata trovata.