ASSISTENZA SOCIALE

Pianella ed Elice comuni insolventi: coop sociale non paga gli stipendi

Lavoratori preoccupati, assistenza in pericolo per pagamenti mancati degli enti pubblici

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Pianella ed Elice comuni insolventi: coop sociale non paga gli stipendi
CITTA’ SANT’ANGELO. 234.000 euro circa. E’ la somma dei debiti del Comune di Pianella e di Elice nei confronti dell'ambito territoriale sociale numero 33. Un debito costato caro ai dipendenti della cooperativa New Aid (che gestisce i servizi sociali dell’ambito), rimasti senza stipendio il mese scorso.

A dirlo è Antonino D’Arcangelo dirigente del settore Sociale del Comune di Città Sant’Angelo, Comune capofila che non ce la fa più ad anticipare le insolvenze di altri.
L’ambito territoriale che eroga servizi sociali raggruppa 8 comuni del pescarese (Spoltore, Città Sant’Angelo, Cepagatti, Pianella, Elice, Moscufo, Cappelle sul Tavo, Nocciano). Ognuno di questi è chiamato a versare una quota di compartecipazione per il servizio. La restante parte è coperta da fondi della Regione. A svolgere il lavoro è la NewAid Onlus la cooperativa sociale che si occupa di educazione per i minori.
Dal 2009 il Comune capofila, Città Sant’Angelo si vede costretto ad anticipare le somme degli altri Comuni sulla base di: «pagherò, impegnerò, corrisponderò».
Risultato: oggi Città Sant’Angelo non ha più soldi in cassa, la cooperativa New Aid non riceve i pagamenti, i lavoratori non ricevono stipendi.


«GLI INSOLVENTI CRONICI»
Sono quasi tutti i Comuni dell’ambito che non pagano la quota dal 2009. Ma Elice e Pianella, dice il dirigente D’Arcangelo, «battono tutti. Il primo ha accumulato un debito di circa 104.000 euro, il secondo di 130.000 euro circa». Cifre piuma per un Comune di grandi dimensioni, veri e propri macigni per le spalle di piccoli Enti. Non brillano per puntualità neppure Spoltore e Cappelle sul Tavo che pure hanno mostrato disponibilità al pagamento.
La giustificazione ufficiale dei Comuni morosi è che il patto di stabilità rende difficile sbloccare risorse e versarle; difficoltà che gli Enti conoscevano ancora prima di impegnarsi nel suddetto servizio.
E poi, dice D’Arcangelo, anche Città Sant’Angelo ha un patto di stabilità da rispettare. Intanto numerose diffide sono già in viaggio alla volta degli Enti inadempienti. Ad Elice e Pianella, ricorda il dirigente, «gli insolventi cronici, abbiamo dato 15 giorni di tempo a disposizione. Se entro la fine di luglio non avranno risposto adiremo le vie legali».
Se la cosa dovesse trascinarsi per le lunghe a colpi di cause, i lavoratori della cooperativa che fine faranno? Sul punto non ci sono dubbi: «il servizio non può essere sospeso, questo è sicuro. In qualche modo si farà».


UN RITRATTO DELLE VITTIME
Antonio Rossi (nome di fantasia), 32 anni 400 euro al mese, famiglia a carico. Lavora presso la cooperativa NewAid con un contratto a tempo indeterminato sì ma part time. Laureato e con anni di anzianità alle spalle, se lavora 40 ore al mese è oro che cola. Ogni tot giorni alla settimana prende la sua macchina e percorre km per fare servizio di assistenza domiciliare a persone in difficoltà. Benzina a spese sue, tutto a carico suo.
Maria Bianchi è una ragazzina che aspetta Antonio Rossi dietro i vetri di casa per ricevere assistenza. E se Antonio non avrà più stipendio i genitori di Maria si vedranno costretti a ricorrere ad uno specialista privato a domicilio con oneri e spese a loro carico.
Maria Bianchi ed Antonio Rossi sono le vittime di questa vicenda.


A L’AQUILA STESSO COPIONE
Anche le zone d'ambito della comunità montana Montagna Aquilana stanno vivendo qualcosa di simile. E’ Goffredo Juchich segretario comunale del Prc L'Aquila circolo" A.Casamobile" a segnalarlo.
A causa dei lenti tagli alle risorse economiche da destinare all'assistenza alle persone, operati dal governo Monti e dalla regione Abruzzo (taglio al fondo nazionale per la non autosufficenza che garantiva la copertura di migliaia di ore di assistenza domiciliare ai disabili gravi) la situazione rischia di precipitare. E pure in questo caso la dedizione, il sacrificio degli operatori sociali delle cooperative mantengono vivo il servizio.
Anche qui si continua a lavorare senza stipendio al fianco degli utenti(anziani, disabili gravi e minori) senza nessuna certezza, senza un rimborso benzina.
«E’ ora che la Regione faccia qualcosa», è l’appello di Juchich; è ora che le istituzioni prendano atto di tutto questo e decidano di continuare o dare un taglio netto al sacrificio di centinaia di giovani solidali.
Marirosa Barbieri