L'OPERA CONTESTATA

Gasdotto. L’assessore Cirillo: «la mia ditta non lavorerà. Dobbiamo arrenderci alla Snam»

L’assessore spiega: «se salta in aria non ci siamo più nè io nè lei»

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Cirillo dopo il consiglio che lo sfiducia

Cirillo dopo il consiglio che lo sfiducia

SULMONA. Se scoppia la Snam, ipotesi remota, precisa, siamo spazzati via ma accettarla è l’unica scelta perché questa benedetta centrale non la ferma nessuno.

E’in sintesi il ragionamento dell’assessore comunale di Sulmona, Gianni Cirillo, sulla realizzazione del metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione che dovrebbe attraversare il territorio peligno. E allora non resta che "scegliere": lasciarsi schiacciare come formiche o allearsi con il più forte.
Alcune "formiche" hanno scelto la guerra. I comitati ambientalisti anti Snam sono in lotta contro il colosso del gas. La corazzata delle formichine si spinge contro il Comune accusato di doppia faccia in questa vicenda (da un lato votando delibere contrarie al progetto dall’altro chiedendo ristori alla Snam). Contro l’assessore Cirillo tacciato di presunto conflitto di interessi per la sua doppia veste di assessore e titolare di una ditta che si occupa anche di gestione di lavori per gasdotti. Contro tutti i presenti attorno al tavolo fantasma al Ministero dello Sviluppo Economico .

IL CIRILLO PENSIERO
C’è chi la chiama resa lui la chiama "consapevolezza", "realtà dei fatti": bisogna accettare di non potere nulla contro il più forte e mercanteggiare.
Dopo aver chiarito che a Roma all’incontro del 10 maggio scorso indetto in gran segreto dal sottosegretario dello Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, lui ha difeso il territorio peligno, svela a PrimaDaNoi.it il suo pensiero.
«Io sono andato dicendo che questa benedetta centrale non la ferma nessuna. Se diciamo un no così netto facciamo il gioco Snam perché è un no debole. Questo no, no,no non porta da nessuna parte. A nessun amministratore fa piacere avere questo catafalco (la centrale ndr) sul territorio ma se il governo centrale lo caldeggia noi non possiamo niente». E’ il Cirillo pensiero.

LA CONTRATTAZIONE
«Io ti accetto la centrale e tu mi dai in cambio…ehm…non so, innanzitutto un ristoro, poi…ehm… un polo tecnologico? un cratere Abruzzo di sviluppo? Non so una cosa del genere»
Sono i termini, ancora un po’ dubbi della contrattazione. Ma il concetto di base è chiaro: visto che il Ministero ha benedetto la centrale ora non resta che una trattativa politica per ottenere sul territorio attività di rilancio economico.
E poi…perché no, dare pure lavoro alla gente del posto. Visto che per costruire il gasdotto ci sarà bisogno di tanta fatica. Sarà un po’difficile, secondo Cirillo «perché la Snam di solito prende ditte sue ma a me non interessa tanto questo argomento», taglia corto.

ADAMO, EVA E RISCHIO GEOSISMICO
La questione di Sulmona come area a particolare rischio sismico non esiste secondo l’assessore perché è vero, sì, che Sulmona è a rischio come tutta l’Italia, del resto. Ma un po’ di paura è legittima, no?
Cirillo: «le pare che oggi con le capacità tecniche che abbiamo e che permettono di ridurre i rischi si possano avere problemi del genere? Significherebbe andare all’epoca di Adamo ed Eva. Non scherziamo. Se salta in aria una cosa del genere io e lei non ci siamo più».

CONFLITTO DI INTERESSE?«ASSOLUTAMENTE NO»
Cirillo conferma di essere presidente di Ediconfidi L’Aquila che assiste le imprese socie nell'accesso al credito bancario e si occupa della consulenza e dell'informazione ai soci sulle forme di finanziamento, sulle valutazioni e sullo svolgimento delle istruttorie. E’ rappresentante legale e socio amministratore dell'impresa “I.S.E. di Presutti & Cirillo snc” le cui attività, elencate nell’oggetto sociale, comprendono tra l’altro la realizzazione e gestione di centrali termiche, impianti elettrici per centrali e lavori per gasdotti.
Tuttavia per l’assessore, l’ipotesi di conflitto di interesse è assolutamente impensabile.
«Se sto io in conflitto di interesse ci sta tre quarti di Italia in conflitto», dice, «la mia ditta Ise conta cinque dipendenti e si occupa di impianti elettrici. Anche se all’oggetto sociale c’è scritto che ci occupiamo di centrali termiche o gasdotti, il nostro lavoro è impianti elettrici. Chi mi conosce sa che facciamo tutt’altra cosa».
Un’ultima domanda, assessore: tra i lavoratori del territorio che beneficeranno delle opere di costruzione Snam ci saranno anche i cinque dipendenti della sua ditta?
«Macchè siamo piccoli troppo piccoli. Con la mia ditta non metteremmo manco una lampadina dentro ad un colosso del genere».


Marirosa Barbieri