INDUSTRIA E CRISI

Vertenza Burgo: Regione firma impegno per salvare azienda

Anche il vescovo dalla parte dei lavoratori

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Vertenza Burgo: Regione firma impegno per salvare azienda
ABRUZZO. L'Abruzzo fa quadrato attorno alla cartiera Burgo di Avezzano. Gianni Chiodi e l'intero Consiglio regionale sposano in pieno la battaglia di sindaci, Provincia e rappresentati istituzionali della Marsica per fermare le lancette dell'orologio della Burgo Group che fissano al 5 luglio il “the end” per il sito marsicano.

La trasferta all'Emiciclo della delegazione di amministratori e sindacati, guidata dal sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, accompagnato dal presidente del consiglio Domenico Di Berardino e dal vice sindaco Ferdinando Boccia, ha centrato un primo fondamentale obiettivo: il Presidente della Regione medierà con i vertici aziendali al fine di posticipare l'adozione del provvedimento in agenda giovedì (5 luglio) «che», spiega Gianni Chiodi, «porterebbe, di fatto, alla chiusura definitiva della cartiera».
 Disegno aziendale bocciato in toto anche dal consiglio regionale che, con voto unanime, ha approvato una risoluzione urgente - primo firmatario il consigliere del Pd, Giuseppe Di Pangrazio - contro la chiusura del sito. Per salvaguardare i livelli occupazionali e le prospettive industriali del sito, quindi, c'è l'impegno di tutte le forze politiche, istituzionali e sindacali.
Le prossime mosse saranno le decisive: richiesta di un incontro con la proprietà ed operazione di pressing sul governo Monti. Tutto questo dovrà avvenire in tempi strettissimi visto che il 5 luglio la Cartiera Burgo deciderà delle sorti dello stabilimento di Avezzano.
Presenti al summit di oggi in consiglio regionale, tra gli altri, anche gli assessori regionali Angelo Di Paolo e Paolo Gatti, i consiglieri Giuseppe Di Pangrazio, Walter Di Bastiano, Daniela Stati e Giovanni D'Amico, oltre a rappresentanti sindacali, della Provincia e sindaci marsicani con in testa il primo cittadino di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio.
La situazione al momento non fa ben sperare: nella sede dell’azienda ad Avezzano lavorano quasi 800 persone, di cui 446 alle dipendenze dirette della cartiera, 110 persone per conto di ditte esterne, più altre circa 300 persone che operano nell’indotto. La linea di produzione uno è ferma e c’è mancanza di commesse.

L’intesa siglata in Regione ha ricevuto anche la benedizione del vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro che questa mattina ha incontrato una delegazione di lavoratori e sindacalisti della Cartiera Burgo di Avezzano
Il presule ha ribadito il suo impegno personale nei confronti delle istituzioni locali affinché venga avviato, al più presto, un tavolo di confronto e concertazione tra le parti in causa ed ha dato piena disponibilità, in un momento così difficile.
Più cauta invece è Confcommercio che invita le istituzioni a non adagiarsi sugli allori. Quello che è stato fatto, secondo l’associazione di categoria, va bene ma non è abbastanza. «Occorre da subito», propone, «una mobilitazione ed un intervento di tutti i parlamentari abruzzesi che, unitariamente all’azione della Regione, richiedano al Governo Monti l’attivazione di un tavolo nazionale che, da subito, dia i segnali giusti ai vertici della Burgo Group. Prima che sia troppo tardi. Altrimenti, ancora una volta dovremo assistere a rituali mediatici ed istituzionali che non producono risultati ed evidenziano l’impotenza della politica sull’economia. La vicenda Burgo, insomma, deve diventare necessariamente emblematica per dare un segno nuovo e diverso rispetto al passato che ha visto nel comprensorio della nostra provincia un rosario infinito di chiusure, licenziamenti a migliaia, che stanno riportando la Marsica».
«Il sostegno by-partisan in difesa dello stabilimento marsicano», afferma il sindaco Giovanni Di Pangrazio, «segna un nuovo corso per l'Abruzzo: le battaglie in difesa dell'occupazione e per lo sviluppo vanno combattute insieme, mettendo da parte le solite alchimie della politica. Questa è la strada giusta se vogliamo fare gli interessi dei cittadini».