TASSE E AFFARI

Pescara. Imu al massimo per i commercianti: è caccia ai consiglieri che ha detto sì

«Consiglio comunale distante dalla realtà economica della città»

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Pescara. Imu al massimo per i commercianti: è caccia ai consiglieri che ha detto sì
PESCARA. La Confesercenti ha chiesto alla presidenza del Consiglio comunale di avere l’esito delle votazioni con cui ieri il Comune di Pescara ha stabilito di innalzare l’aliquota Imu per le attività commerciali.

I commercianti e gli esercenti pescaresi «hanno il diritto di sapere chi sono gli amministratori che ancora una volta, ieri, hanno dimostrato di essere assolutamente distanti dalla realtà economica della città», hanno detto il presidente di Confesercenti Bruno Santori ed il direttore Gianni Taucci. «Siamo di fronte ad una scelta semplicemente folle – dicono Santori e Taucci – che colpisce i commercianti per privilegiare gli studi professionali, meglio rappresentati in Consiglio comunale. Una incredibile dimostrazione di incapacità di dialogare con una categoria economica, quella del terziario, che sta vivendo la peggiore crisi economica da sessant’anni. Queste decisioni – sottolineano Santori e Taucci – rischiano di vanificare anche gli sforzi che come Confesercenti portiamo avanti ad ogni livello: solo poche settimane fa abbiamo conquistato la riduzione degli studi di settore per i negozi d’abbigliamento pescaresi a causa della vicinanza con l’outlet di Città Sant’Angelo. Ma la politica cittadina sembra essersi fermata a vent’anni fa, quando il commercio era una vacca da mungere e non c’era la distesa di centri commerciali che la stessa politica, per puri fini clientelari, ha consentito di far nascere indiscriminatamente. Avvieremo una campagna a tappeto su tutta la città – concludono i vertici di Confesercenti – per denunciare il comportamento di chi ha favorito questa mazzata, ennesima, sul commercio pescarese».

E anche la Cna è sul piede di guerra: «gli sconti sulle aliquote Imu a favore dei proprietari di prime abitazioni sono stati finanziati con una stangata a carico di commercianti e laboratori artigiani. Il Comune di Pescara deve tornare sui propri passi, per non colpire mortalmente le attività produttive». Dice il direttore Carmine Salce.
In provincia di Pescara nei primi tre mesi del 2012, secondo l’analisi condotta dal Centro studi regionale della Cna, sono state quasi 200 le imprese costrette a chiudere i battenti, con percentuali nettamente superiori alla media nazionale. «Ragione che avrebbe dovuto indurre la classe dirigente della più grande città abruzzese a guardare con maggiore attenzione, soprattutto al momento di applicare una nuova tassa, lo stato di salute del territorio interessato».
Intanto i consiglieri del Pd «al fine di non acuire ulteriormente il clima di sfiducia che si registra nel settore economico» chiederà di correggere l’errore in sede di approvazione del verbale delle sedute che hanno riguardato l’approvazione del Regolamento Imu e «senza escludere l’eventualità che con la revisione del predetto Regolamento non si possa ipotizzare una diminuzione dell’aliquota inizialmente fissata qualora il gettito che si sarà registrato con la prima rata sarà ritenuto superiore alle attese».