IL CASO

La giunta nomina l'assessore responsabile del procedimento. Ma lo paga “per finta”

La storia dei lavori al campo sportivo tra minacce di querele e vecchie ruggini

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Giovannino Anastasio

Giovannino Anastasio

PIZZOLI. Una finta. Sulla carta risulta un incarico con compenso a suo nome, lui che è assessore della giunta che delibera.

In realtà quei soldi dice che non li ha toccati e nemmeno mai visti. E dice che non li toccherà.
E’ la versione dell’assessore di Pizzoli, Giovannino Anastasio, sindaco fino al 2010, e nominato responsabile unico di procedimento per i lavori di recupero del campo sportivo della città, ottenendo un compenso di 4.602,07 euro. Soldi che, pur figurando nella delibera di Giunta numero 140 del 13 dicembre 2011 ad oggetto: “approvazione progetto definitivo esecutivo lavori campo sportivo e palazzetto”, Anastasio nega di aver mai ricevuto.
E’ stato il consigliere Francesco Luciani a sollevare il caso di presunta incompatibilità. Può un assessore essere nominato dalla giunta di cui fa parte responsabile di procedimento per lavori nel comune che amministra e ricevere pure un compenso? Questo è il quesito che ha posto il consigliere Luciani. La cosa non è sfuggita alla Prefettura de L’Aquila che sta valutando se vi possano essere violazioni di norme sulla incompatibilità.
Il consigliere dopo aver fiutato qualcosa, a suo dire strano, ha detto che nelle carte non ha potuto non notare come la ditta vincitrice della gara (la Mare Costruzioni) avesse dato in subappalto una parte dei lavori di irrigazione e livellamento del fondo campo per un importo di 55.000 euro alla ditta Martinelli Walter. Azienda quest’ultima, secondo Luciani, non del tutto sconosciuta allo stesso assessore Anastasio.

IL MISTERO DEI 4.000 EURO
Lui, l’assessore è stato chiaro:« quei soldi io non li ho presi. Anche se sono riportati non sono mai stati liquidati. Tutto quello che faccio per il Comune lo faccio gratis et amore dei. Vogliamo scherzare? Se li avessi presi avrei commesso un reato». Il diretto interessato dunque respinge in tronco le accuse definendole false e tendenziose ma non riesce a chiarire perché quei soldi siano finiti, a suo nome, sotto la voce compensi.

«PER FARE UN FAVORE AL SINDACO….»
L’assessore Anastasio, con gentilezza, ricostruisce il perché di quell’incarico. Dice di lavorare per l’ufficio tecnico del Comune e di aver accettato la proposta del sindaco di dare una mano come tecnico. Perché i piccoli comuni, si sa, hanno carenze di organico.
«Lei (il sindaco) mi ha chiesto di aiutarla nell’ufficio sisma», ha detto, «io mi occupo delle pratiche del terremoto nella massima trasparenza amministrativa. Per velocizzare la pratica del campo sportivo il sindaco ha dato a me l’incarico di organizzare la gara d’appalto.

«QUANTI COMPARI E AMICI CHE HO»
«Di compari e di amici ne ho tanti», dice l’assessore, «perché sono stato sindaco e conosco tutti». Nulla da meravigliarsi se il progettista dei lavori del campo sportivo, Luca Gentile, è un suo amico, né se la ditta subappaltatrice di alcuni lavori, la Martinelli Walter, appartiene ad un suo conoscente.
Un conoscente o parente?
«Beh di sicuro non un parente diretto», dichiara, «poi dipende da che si intende per parentela indiretta. Di certo il titolare della Martinelli lo conosco».
E poi la sua attività. Anastasio è amministratore di una ditta che si occupa di esecuzioni di opere edili. Ma la sua attività serve il territorio de L’Aquila, assicura.

LA LEZIONE A LUCIANI
Consiglia di stare attenti e poi minaccia di querelare il consigliere Luciani. Anastasio dice che darà una lezione al suo accusatore numero uno «perché noi», parla al plurale includendo l’amministrazione, «questo signore ce lo siamo sopportato per troppo tempo. Ho dato mandato al mio legale ma saranno soldi e tempo sprecato; almeno così però si prende una bella condanna e poi vedremo quello che succede».
Poi, la chiusa: «si possono chiedere documenti», dice riferendosi alle reiterate richieste di Luciani di visionare gli atti del Comune, «ma se poi non si sanno leggere a che serve? Qui casca l’asino».
m.b.

GRAZIE PER LE RISPOSTE A NOME DEI SUOI CONPAESANI
Dopo oltre una settimana di inseguimento, di telefonate, di messaggi lasciati in Comune l'assessore Anastasio ha trovato il tempo di rispondere alle nostre domande e chiarire e spiegare il suo pensiero. Era suo dovere farlo ma lo ringraziamo lo stesso anche se non c'è assolutamente nulla di eccezionale nel rendere conto del proprio operato davanti ai cittadini. Si chiama appunto dovere.
Peccato che lo stesso assessore qualche giorno fa con una email poco elegante e non degna di un pubblico amministratore abbia minacciato malamente non solo di querelare questo giornale che svolge con fatica un difficile lavoro ma abia intimato persino di cancellare l'articolo nel quale il consigliere di minoranza esprimeva il suo pensiero assumendosene tutte le responsabilità. Evidentemente dopo attenta riflessione l'assessore ha deciso di cambiare strategia a vantaggio di tutti. Non tocca certo a noi spiegare cosa sia la dialettica, la democrazia ed il controllo della pubblica amministrazione. Questo forse a Pizzoli lo sanno già.

a.b.