L'APPALTO CONTESTATO

Gtm, nell’esposto di Rifondazione tutti i dubbi sulla filovia

Anche Acerbo firmò una denuncia

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Gtm, nell’esposto di Rifondazione tutti i dubbi sulla filovia
PESCARA. Segnali, messaggi cifrati, piccole minacce crescono. C’è solo da attendere.

Mentre il dibattito torna infuocato sul tema della filovia, c’è chi continua per la propria strada e conferma che l’opera è utile e andrà in porto.
Così a Pescara non si è capito ancora se chi difende il progetto della filovia lo difende anche con le eventuali e presunte irregolarità commesse. Sono punti fondamentali da capire visto che una inchiesta della magistratura è aperta e che molte notizie, proprio sulle presunte irregolarità, sono emerse nel frattempo. Non solo ma di taluni irregolarità la Regione ha implicitamente ammesso i propri errori visto che il prossimo 3 luglio la commissione Via esaminerà il progetto Filovia che invece la stessa Regione aveva dichiarato non assoggettabile alla valutazione di impatto ambientale.
Tra i sostenitori scesi in campo per difendere l’opera c’è Ermanno Ricci che utilizza vecchi argomenti come il traffico e lo smog che diminuiranno. Non ci sono finora però studi approfonditi su come farà il maxibus di 18 metri a sfilare per le strade tra Pescara e Montesilvano e altrettanto non ci sono studi di nessun genere che possano prevedere la diminuzione dello smog per effetto della filovia. Di che entità si parla: diminuzioni dell’1%, 2%, 10%? Nessuno lo sa ma tutti ne parlano.
Da sempre contrario è Maurizio Acerbo, consigliere comunale e regionale di Rifondazione comunista che ha firmato tra i primi (forse anche prima dell’esposto di Codici) una denuncia inviata alla procura della repubblica che pure sarebbe servita agli inquirenti per dipanare la matassa.
«Ermanno Ricci», dice Acerbo, «è sicuramente un esperto di mobilità visto che cambia sovente partito (l’ultimo comunicato è siglato “Rinascita popolare” , partito che non conosco ma di sicuro avvenire), ma questo non lo autorizza a offendere cittadini che tra l’altro sulla procedura della filovia hanno studiato molto più di lui. Si possono nutrire opinioni differenti rispettando il prossimo. Io non voglio litigare con Ermanno di cui conosco la passione di vecchio democristiano. Mi limito quindi ai fatti suggerendogli amichevolmente che chi come lui si è battuto per far costruire De Cecco sulla spiaggia non ha il curriculum più adatto per dare lezioni di ecologia urbana. Non è per nulla vero che il progetto è stato rallentato dai cittadini che non hanno potuto nemmeno presentare osservazioni visto che - grazie a sciagurate scelte bipartisan - sono stati derubati persino della V.I.A. Tutte le lungaggini sono derivate non dalle sacrosante proteste o dai dibattiti ma dal fatto che all’epoca in cui l’amico Ermanno era assessore di Forza Italia nella giunta di Carlo Pace il centrodestra decise di annullare tutto e di ricominciare da capo (anche perché Nino Sospiri non voleva pali e fili)».


Questa marcia indietro allora costò ai contribuenti molti soldi.
«Esponenti politici e istituzioni dovrebbero riconoscere il giusto merito al paziente lavoro svolto gratuitamente da comitati e associazioni», ha detto Acerbo, «che hanno cercato di evidenziare con civili proteste e innumerevoli iniziative di approfondimento le contraddizioni procedurali e progettuali. Rivolgerci all’autorità giudiziaria con degli esposti è stato doveroso di fronte alla arrogante sordità di Comune, Regione e GTM di fronte a rilievi precisi ai quali non è stata offerta alcuna risposta».
Ed infatti nell’esposto di Acerbo e firmato da Loredana Di Paola si ritrovano argomentazioni simili a quelle dei consulenti della procura che cita medesime leggi e documenti per dimostrare l’escamotage per evitare l’assoggettamento al Via.
Anche in questa segnalazione alla procura vi è un paragrafo dedicato alla mancanza di trasparenza «un atteggiamento ostruzionistico delle amministrazioni che hanno precluso la possibilità di accedere a quegli atti che hanno costituito l’ossatura della scelta amministrativa e la preferenza di un simile sistema rispetto a presumibili diverse offerte di altre ditte che abbiano partecipato ai vari appalti susseguitisi nel tempo».
Altro punto centrato dell’esposto è quello della mancanza del nulla osta ai fini della sicurezza che pure è un passaggio sul quale i consulenti della procura si sono soffermati e che evidenziano solo una delle tante carenze di questa sempre più probabile incompiuta.


ATTESE SILEZIOSE
Ed in casa Gtm non tira una bell’aria. Dopo aver letto tutto d’un fiato la relazione tecnica dei consulenti della procura ci si è messi nuovamente al lavoro per smontare pezzo per pezzo le conclusioni dei due professionisti che hanno tracciato attraverso i documenti una storia poco lusinghiera sia per la regione Abruzzo, sia per il comitato via che lì per la stessa Gtm.
Il silenzio, rotto a tratti solo dal presidente Michele Russo, però, a fatica nasconde veleni pronti ad esplodere contro i diversi attori che hanno osato ostacolare il progetto.
Non si dice chiaramente ma velatamente si fanno passare messaggi di chi, innocente, ha dovuto subire l’affronto di essere denunciato da «persone incompetenti» e che dunque per questo a tempo debito avranno una risposta.
Insomma querele e controquerele da parte di un non ben identificato apparato che possa essere la Gtm o singoli professionisti manco a farlo a posta «diffamati» da comitati e giornali. Gli interessi in gioco sono troppi, la trasparenza e le risposte poche e malamente documentate.
Alla luce dell’inchiesta ancora aperta non resta che attendere e continuare legittimamente a dubitare.