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Giulianova: salta l’accordo sui precari in Comune

E’ polemica: sindacati contro Mastromauro

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Giulianova: salta l’accordo sui precari in Comune
GIULIANOVA. E’ finito con un nulla di fatto l’accordo che avrebbe prorogato il contratto di lavoro di 6 lavoratrici su 12 del Comune di Giulianova. Non è finita, anzi è appena iniziata, la polemica, a colpi di accuse, tra sindaco e sindacati.

L’accordo prevedeva una seconda proroga (la prima avvenuta nel 2010 per 18 mesi) per le lavoratrici con contratto in scadenza il 30 giugno. Con questo accordo le precarie avrebbero dovuto rinunciare a pretese risarcitorie nei confronti dell’Ente.
Sono adirate contro il sindaco Francesco Mastromauro, le sigle Cgil e Cisl «per la proposta finta ed irricevibile che ha presentato».
Per prima cosa i sindacati difendono le lavoratrici dicendo di avere più volte cercato soluzioni congiunte con l’amministrazione. Lo scorso maggio, amministrazione e sindacato avevano posto le basi per discutere delle questioni del personale: proroghe, carenze, funzioni. Così come, dicono sempre i sindacati, «abbiamo proposto di utilizzare alcune precarie nei servizi in cui registravano carenze di personale per dare una prospettiva di lavoro. La risposta è stata no ma il Comune ha poi assunto 55 lavoratori interinali».
«Nei fatti», dice il sindacato, «Giulianova licenzia 14 lavoratori (12 precarie storiche 2 cococo già uscite dal Comune il 31 dicembre dello scorso anno), ha aumentato l’orario lavorativo ai lavoratori socialmente utili sostenendo costi ulteriori pur avendo quasi tutte le precarie a 20 ore settimanali e “acquista” 55 lavoratori dall’agenzia interinale in violazione delle relative norme».

Poi, altra colpa di Mastromauro, secondo le sigle, è di aver prorogato l’accordo del dicembre 2010 per soli 18 mesi anziché 36.
Se avesse avuto davvero a cuore le sorti di queste precarie, hanno detto i sindacati, «avrebbe valutato soluzioni diverse. L’esperienza sindacale ha insegnato alle scriventi che se la volontà politica è reale ed è forte, le soluzioni che proteggono tutti, nel pieno rispetto delle norme, si trovano. È quanto accaduto alla Provincia di Teramo. Il presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, ed i sindacati, due giorni fa hanno siglato un importante accordo che permette la prosecuzione dei rapporti di lavoro dei 110 lavoratori e la garanzia della continuità dei servizi alla cittadinanza».
Oggi le sigle chiedono al sindaco di rendersi disponibili ad aprire un confronto, solo se orientato a trovare soluzioni che vadano verso la garanzia della continuità dei servizi per i cittadini e verso l’occupazione delle lavoratrici in questione.

LA DIFESA DEL SINDACO
Non ci sta a passare per il colpevole di turno il sindaco Mastromauro finito sulla graticola, in questi giorni, per la vicenda precari. Ed ha espresso il suo rammarico agli organi di stampa.
Per lui è paradossale risultare colpevole per aver tentato di prorogare i contratti degli ex co.co.co e ricorda di aver voluto, nel 2010, un proroga di 18 mesi per le precarie in questione mentre gli altri Comuni mandavano a casa i lavoratori. E di aver voluto, oggi, un’altra proroga per loro anche se la legge non consente ogni altra proroga.