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A Chieti attivisti in piazza contro il circo

La protesta: «no agli spettacoli con animali»

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A Chieti attivisti in piazza contro il circo
CHIETI. «No al circo con animali».

E’ lo slogan di 20 volontari abruzzesi che hanno manifestato in piazza per dire no agli spettacoli circensi con l’uso degli animali. Si sono divisi il territorio: un presidio a Chieti il 9 Giugno, un altro  a Cepagatti  il 30 Giugno. Ad unirli, l’amore ed il rispetto per gli animali usati come «fenomeno da baraccone». E l’estate è il periodo più delicato perché le carovane circensi fanno il giro di Italia alla ricerca di posti dove mettere tenda.  Il problema più grave, denunciano gli attivisti, è la sofferenza delle povere bestie, stipate in container e costrette a performances innaturali: «attraversare un cerchio infuocato», fanno notare i volontari, «e fare una verticale sono tutti esercizi fatti dopo ore e ore di addestramenti, spesso con metodi violenti e abusi».
Già l’anno scorso l’associazione animalista Theriakà onlus si è schierata contro questa forma di spettacolo organizzando a Chieti una festa denominata “Chieti al circo…ma senza animali”. L’associazione ha anche chiesto al sindaco Di Primio di emettere un’ordinanza per evitare l’attendamento dei circhi nella città di Chieti, «ordinanza che ancora oggi è latitante». È stato anche fatto un esposto contro il circo di Nando Orfei per quando riguardo l’affissione abusiva dei manifesti e volantini «che oltre a essere fuori legge, vanno anche ad aumentare i rifiuti cartacei lasciati per strada e sui muri delle nostre città».
C’è poi un altro aspetto da non prendere sotto gamba, secondo l’associazione: si tratta  della cultura dell’odio e del bullismo. «Quello che in apparenza è un momento di divertimento finisce col trasformarsi in un cattivo esempio per i piccoli spettatori del circo. I bimbi vedendo come vengono trattati gli animali possono sviluppare sentimenti di divertimento ed allegria verso la pena, il disagio e l’ingiustizia».
Molte città italiane come Arese, Campobasso, Lecco, Modena, Opera, Pioltello, Paullo, Pordenone, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Tor di Quinto (Roma), Torre Annunziata, Alessandria e Vimercate hanno già detto no al circo con animali. E nel mondo sono numerosi i Paesi che vietano questi spettacoli  (Croazia, Finlandia, Israele, Norvegia, Costa Rica, Colombia, Singapore, Polonia, Estonia e molti altri).
Di recente a Francavilla l’associazione culturale Buendia ha ricordato l’importanza per i Comuni di attrezzare le aree di tutti i servizi necessari: acqua, ombreggiamento per gli animali e corretto smaltimento dei rifiuti organici degli stessi, per i circhi che ne facciano richiesta e che siano nelle condizioni di essere autorizzati.