SANITA'

Si blocca la stroke-unit di Teramo, rischio paralisi per la cura dell’ictus in Abruzzo

Manca il personale e la Regione sospende un farmaco che fa riacquistare l’uso della parola e delle gambe

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Si blocca la stroke-unit di Teramo, rischio paralisi per la cura dell’ictus in Abruzzo
TERAMO. Dal 23 Maggio la stroke-unit di Teramo – il reparto dove si cura l’ictus - è paralizzata per motivi burocratici.
Questo blocco rischia di ripercuotersi pesantemente su tutta la rete regionale con gravi conseguenze sulla salute e sulla possibilità di recupero dei malati colpiti da ictus.
Infatti le altre stroke-unit abruzzesi fanno riferimento proprio a Teramo per la somministrazione di un farmaco “miracoloso” che fa tornare la mobilità degli arti ai pazienti paralizzati e la parola a quelli che non parlano più.
«Il tutto nella più totale indifferenza della locale Asl e del manager Giustino Varrassi con il suo staff, incapaci di risolvere un problema burocratico – denuncia Luciano Marchionno, neurologo e responsabile aziendale Anaoo per la Asl di Chieti - Una determina dagli uffici regionali, recapitata dai primi di giugno a Maurizio Assetta, responsabile della Neurologia di Teramo, ha infatti revocato l’autorizzazione all’uso dell’actilyse (alteplase). Questo farmaco ripristina la perfusione cerebrale ed ha quindi l’effetto “miracoloso” di far riparlare pazienti afasici o di far recuperare la motilità agli arti paralizzati, il tutto a poche ore dalla somministrazione quando avviene in un paziente acuto. Le motivazioni di tale provvedimento risultano discutibili, ma sono il risultato dell’indifferenza degli amministratori di Teramo. Una verifica del Comitato Etico di Teramo, che rilevava una carenza del personale medico, infermieristico e di riabilitazione, ha prodotto questo risultato incredibile e paradossale. Si sospende la somministrazione di un farmaco che fa “riparlare”, solo perché mancano l’infermiere, il fisioterapista o il logopedista che cercano di far riparlare i pazienti “muti” o paralizzati dopo che il danno ischemico cerebrale è divenuto non curabile. Non ci si può credere».

«Eppure è vero – conferma Maurizio Assetta, incaricato di neurologia e responsabile della stroke-unit di Teramo – come sempre il Comitato etico verifica periodicamente i requisiti del reparto ed ha trovato che il reparto non era in regola perché mancava personale tecnico ed infermieristico. Lo ha segnalato alla Regione e la Regione ha revocato l’autorizzazione a somministrare il farmaco. Il che ha mandato in tilt questo tipo di assistenza che cura pazienti provenienti da tutto l’Abruzzo. Ho segnalato ripetutamente questo disagio al dg Varrassi, ma non si è fatto sentire». E come se ne esce? «Ho pensato di far convocare di nuovo il Comitato etico per cercare insieme una soluzione transitoria. E’ in ballo la salute dei pazienti».
In effetti la mancanza del personale per i noti tagli lineari ha messo in crisi tutte le stroke-unit operative in Abruzzo (vedi Pescara o Lanciano) che si reggono sul sacrificio dei medici e del personale tecnico ed infermieristico che vi operano.
A Lanciano addirittura si è stati costretti ad incrementare il personale medico dopo che per il numero elevato di pazienti che afferivano alla struttura in quel periodo, il medico di turno è stata costretta a lavorare per 24 h di seguito. Ma in questo caso il manager Francesco Zavattaro ed il direttore sanitario Amedeo Budassi, senza aspettare la “sospensione” dell’attività da parte dei funzionari regionali o dei Comitati Etici, hanno riesumato una vecchia graduatoria di assunzione di Neurologi ed hanno risolto la questione in cinque minuti.
Anche il dg di Teramo Varrassi, peraltro medico, dispone di una graduatoria di assunzione di Neurologi del maggio 2012, ma finora non è riuscito a risolvere questi problemi burocratici segnalati dal Comitato etico.

«Ma l’aspetto più grave di questa assenza di decisioni del manager di Teramo – insiste Marchionno - è che così ha messo in difficoltà tutta la rete delle stroke-unit abruzzesi. Infatti a Teramo confluiscono da Vasto, da Lanciano, da Chieti, da Pescara tutti i pazienti che necessitano di avere un secondo trattamento, se l’actilyse non ha funzionato per via venosa, utilizzando l’equipe di Neuroradiologia diretta dal radiologo D’Egidio. La struttura di Neurologia fa da supporto indispensabile e quindi si sta generando una sorta di paralisi di tutte le strutture d’emergenza regionale per capire come e quando questa situazione assurda sarà risolta.” Da quello che se ne sa, inoltre, la Neuroradiologia di Teramo è arrivata ad essere la seconda, se non la prima in Italia, per trattamenti innovativi per lo stroke con procedure meccaniche».
Sebastiano Calella