IL PREZZO DELLA TRASPARENZA

A Penne esercitare un diritto costa caro: la giunta vara un balzello nuovo di zecca

Un tariffario completo che stabilisce il caro prezzo della trasparenza

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A Penne esercitare un diritto costa caro: la giunta vara un balzello nuovo di zecca
PENNE. Se vuoi accedere ai documenti del Comune devi pagare. C'è una nuova tassa per te.

L'Imu? E' cosa vecchia a Penne s'inventano una cosa che forse non ha precedenti e così mentre tutti si lamentano per la mancanza di trasparenza l'amministrazione abruzzese ne pensa una davvero bella: pagare per vedere. Un pò come succede a poker ed anch einquesto caso potrebbe esserci il bluff. Qualcuno infatti sostiene che il balzello nuovo di zecca sia illegittimo.
La “novità” arriva dal Comune di Penne che, con delibera numero 68 del 7 giugno 2012 ha stabilito un rimborso ed una “tassa” sul diritto di ricerca a carico di chi voglia fotocopiare o consultare un atto pubblico.
In sostanza chiunque voglia prendere visione e fotocopiare documenti (giornalisti, consiglieri, cittadini, associazioni) deve mettere mano al portafoglio secondo un tariffario ben definito.
E così mentre in Italia si parla di trasparenza, accessibilità, semplificazione delle pubbliche amministrazioni, si sperimentano sistemi più o meno efficaci, da qualche parte le cose si complicano.

PIU’ E’ VECCHIO, PIU’ PAGHI
La delibera di Giunta parla chiaro: per fotocopiare un atto pubblico (che sia una delibera, un documento stipato in archivio) per un foglio in formato A4 si paga 50 centesimi, per un foglio A3 70 centesimi, per copie di formato superiore ad A3 e non materialmente fotocopiabili con gli strumenti dell’Ente, il cittadino interessato dovrà rimborsare totalmente l’intero costo sostenuto dal Comune per riprodurre il documento.
C’è poi il cosiddetto diritto di ricerca che fa lievitare i costi: più vecchio è il documento da consultare e fotocopiare, più sale la tassa: per un atto con data anteriore ad un anno bisogna pagare 10 euro a documento, con data oltre un anno e fino a 10 anni si paga 14 euro a documento, con data oltre 10 anni e fino a 20 anni, 24 euro a documento.
«Proprio quest’ultima voce», ha dichiarato il coordinatore del Pdl cittadino Antonio Baldacchini, «ci è sembrata una tassa che ha un solo obiettivo: colpire i cittadini e non solo (giornalisti, associazioni e partiti politici che vantano dunque diritti diffusi sull’azione amministrativa). Una grave decisione che lede alcuni diritti costituzionali come il principio della trasparenza amministrativa, dell’informazione e di pubblicità che, secondo la Costituzione, sono garantiti a tutti i cittadini. Il sindaco Rocco D’Alfonso sta mortificando l’immagine istituzionale dell’ente».
Ed è per questo che nei prossimi giorni il pidiellino presenterà ricorso al Tar contro questa delibera.

I PRINCIPI ISPIRATORI
Il Comune, dal canto suo, dice di applicare queste misure in base alla direttiva della commissione per l’accesso ai documenti amministrativi del 10 febbraio 1996 che detta indirizzi in materia di costi per l’esercizio dei diritti d’accesso ai documenti amministrativi e sulla base del parere della Commissione per l’accesso ai documenti.
Marirosa Barbieri