SCANDALO INFINITO

Teramo, Teatro Romano: fissato crono programma lavori

Pannella: «decenni di illegalità»

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L'incontro con il sottosegretario

L'incontro con il sottosegretario

TERAMO. Fissato il crono programma per il recupero del Teatro Romano di Teramo.

Ieri l’incontro presso il Ministero dei Beni Culturali ha scandito le fasi dell’operazione: dall’acquisizione di palazzo Salvoni che verrà abbattuto insieme a palazzo Adamoli, al recupero dei reperti storici nel cantiere, fino alla redazione della progettazione definitiva ed esecutiva deii lavori. Presenti all’incontro il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, accompagnato dall’assessore Giacomo Agostinelli, Roberto Cecchi, sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il direttore regionale ai Beni Culturali, Fabrizio Magani.
Il tutto verrà formalizzato con la sottoscrizione del protocollo (ancora al vaglio degli uffici ministeriali) tra Ministero, Regione Abruzzo e le quattro fondazioni bancarie della regione a data da destinarsi.
Alla cerimonia di sottoscrizione, che si terrà a Teramo, parteciperanno, oltre al sindaco Brucchi, Gianni Chiodi, i presidenti delle quattro fondazioni, il Ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, accompagnato dallo stesso sottosegretario Roberto Cecchi.
Al termine dell’incontro di ieri il sottosegretario ha ricevuto gli onorevoli Marco Pannella, Elisabetta Zamparutti ed i rappresentanti dell’associazione Teramo Nostra rassicurandoli sul fatto che i reperti presenti nell'area verranno studiati in loco in un arco di tempo di tre mesi, a partire dalla chiusura del cantiere, prevista al massimo per il prossimo luglio. I reperti saranno poi ricollocati mentre quelli non appartenenti al monumento andranno rimossi.

Non sono mancate le critiche di Marco Pannella. «Le istituzioni presenti all’incontro hanno ereditato il peso di decenni di illegalità», ha detto, sottolineando che sarà la magistratura penale e contabile a fare chiarezza.
L’anfiteatro di epoca augustea, il Teatro Romano appunto, è finito al centro di una bufera.
La struttura è stata oggetto di due esposti per deturpamento di bellezze architettoniche e per presunto maxi spreco denaro pubblico. In particolare Marco Pannella e Chiarini di Teramo Nostra hanno sollevato dubbi circa le reali intenzioni di recuperare il teatro da parte di Comune e Regione, evidenziando come i soldi pubblici (milioni di euro) destinati al recupero della struttura siano stati distratti ed usati per tutt'altro scopo. Per salvare il Teatro Romano bisognava demolire due edifici, (uno è palazzo Adamoli struttura di proprietà della Regione, l’altro palazzo Salvoni), cosa che oggi, non è stata fatta. In più i due hanno fatto notare che il danneggiamento, a loro avviso, prosegue con l'intenzione di Comune e sovrintendenza archeologica di spostare 1.400 reperti custoditi nell'area.