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Coca Cola, lavoratori sanzionati per sciopero: Tar: «condotta antisindacale»

Il tribunale amministrativo di Avezzano contro l’azienda

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 Coca Cola, lavoratori sanzionati per sciopero: Tar: «condotta antisindacale»
ORICOLA. Coca Cola vs lavoratori: 0-1.

Si è risolta a favore dei lavoratori della Coca Cola di Oricola la vicenda che ha visto l’azienda sanzionare 16 dei suoi dipendenti per aver scioperato tra marzo ed aprile. L’azienda li ha “puniti” trattenendo una parte dello stipendio dalla busta paga.
Il tribunale amministrativo di Avezzano (sezione lavoro) con  sentenza del 26 giugno ha riconosciuto il diritto di sciopero ed ha annullato la punizione inflitta, tacciando la Coca Cola di condotta antisindacale e rimandando al merito la liquidazione delle spese di lite.
Esulta la Flaica Cub sindacato che ha difeso i lavoratori. «E' una sentenza che ci dà ragione e che ristabilisce il principio costituzionale del diritto allo sciopero», ha detto il segretario provinciale della Flaica-Cub Roma, Giancarlo Desiderati.
I fatti risalgono al 31 marzo scorso quando 16 lavoratori (Claudio Giustini, Patrizio Capoccetti, Roberto Rossi, Stefano Cartia Artizzu, Mario Nicolai, Remo Caffari, Maurizio De Vito, Alessandro Bernardini, Costante Meloni, Marco Paris, Domenico Giustini, Luca Meuti, Mario Timperi, Daniele Minati, Daniele Trusiani, Giovanni Costantino) hanno deciso di scioperare contro la flessibilità delle giornate del sabato non pagate adeguatamente e contro le modifiche dell’articolo 18 della riforma Fornero. Altri scioperi sono stati indetti il 13 ed il 14 aprile.
L’azienda, di contro, ha reagito decurtando lo stipendio con la causale “trattenuta di sciopero”.
Secondo la Coca Cola, infatti, quella dei lavoratori era  una assenza ingiustificata; l’azienda  non poteva ritenere i dipendenti in sciopero visto che come oggetto della protesta c’era la flessibilità  degli orari su cui era stato raggiunto già un accordo del 23 marzo 2012. La Coca Cola, inoltre, ha sostenuto di non essere stata informata dell’adesione allo sciopero.
Entrambe le tesi sono state respinte. Lo sciopero «è manifestazione di protesta rispetto ad accordi anche non condivisi e poi la manifestazione riguardava anche l’articolo 18. La società era a conoscenza dello sciopero e ciò è documentato dal fatto che la stessa azienda ne ha fatto preciso riferimento nella comunicazione ai lavoratori del 2 aprile 2012 con cui li invitava alla prudenza».
Il giudice di Avezzano poi ha parlato chiaramente «di condotta antisindacale» e sottolineato che i lavoratori «non erano assenti ingiustificati ma per giusta causa  né è ipotizzabile che essi si debbano giustificare per aver aderito allo sciopero».
«Se un datore di lavoro sanziona così i suoi dipendenti in un contesto ancora garantito», ha concluso Desiderati, «ci chiediamo cosa accadrà con le nuove norme sull'articolo 18 appena approvate in via definitiva alla Camera».