SICUREZZA IN CITTA'

L’Aquila, via anche l’Esercito

L’allarme sicurezza è caduto nel vuoto finora

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L’Aquila, via anche l’Esercito
L’AQUILA. Qualche giorno fa i sindacati lamentavano il depauperamento del corpo dipolizia di stanza nel capoluogo regionale.

In pratica meno poliziotti sulle strade, meno pattuglie, meno sicurezza. Ora da notizie che circolano insistenti pare che a breve anche l’esercito possa essere richiamato nelle caserme. Finiranno dunque i presidi e la presenza costante dei militari che sono arrivati in città il 6 aprile 2009 e da allora hanno accompagnato ogni fase del dopo terremoto.
È una notizia che preoccupa e allarma, perché aumenta il livello di insicurezza dei cittadini ed è facilmente prevedibile un aumento della microcriminalità nel centro storico. La situazione non è delle più semplici anche perché nel cantiere più grande d’Europa si moltiplicano le occasioni e gli appetiti di vario genere. L’Idv ha già avuto modo di esprimere la propria preoccupazione, unitamente a tutti i capigruppo delle liste rappresentate in Consiglio comunale, per il paventato richiamo presso le sedi di provenienza degli agenti di Pubblica Sicurezza, cosidetti aggregati.
«La combinazione di questi due elementi», dice Giuliano Di Nicola (Idv), «pone con forza il problema della “Sicurezza del cittadino e rispetto della legalità”. Al momento del ritiro dell’esercito dalla zona rossa, si ritiene assolutamente indispensabile la creazione di un servizio di sorveglianza mediante telecamere che il Comune deve installare tempestivamente, trovando le risorse necessarie, valutando l’opportunità, se esiste, anche di ripristinare eventuali contratti in essere».
Sarebbe inoltre necessario, per l’Idv, mettere in rete il sistema di videosorveglianza del Comune con analoghi sistemi di Privati (Banche ed altre Istituzioni eventualmente presenti).
Altra cosa indispensabile sarebbe poter «disporre di circa 60-70 telecamere, in maniera tale da ottenere un controllo capillare di tutto il Centro Storico».
«La sicurezza del cittadino e il rispetto della legalità è uno dei punti irrinunciabili del programma dell’Idv», ricorda il consigliere, «che prevedeva anche l’ istituzione di un assessorato ad hoc, ma considerando le attuali normative che non lo consentono, il Sindaco potrebbe affidare questa delega o ad un assessorato affine o, ad un consigliere di sua fiducia. Chiediamo infine che quanto riportato nel programma dell’Idv relativamente a questo problema, diventi un capitolo del Programma di Mandato che il Sindaco sta redigendo con la partecipazione dei cittadini».