IL CASO

Teramo, Confartigianato commissariato. Gli artigiani si sfogano

«Ancora problemi nell’era post-Di Marzio»

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Teramo, Confartigianato commissariato. Gli artigiani si sfogano
TERAMO. Ne ha passate di tutti i colori.Soprattutto in questi ultimi tempi. E la crisi non accenna a finire, neppure oggi che un commissario ha preso in mano le redini.

Si parla della Confartigianato Teramo. Nell’era post-Di Marzio. Il presidente uscito di scena a seguito del commissariamento del 21 marzo scorso. I motivi alla base del provvedimento, secondo il presidente onorario Di Pasquale, «sono tutti riconducibili alla gestione verticistica e di tipo famigliare imposta da Luciano Di Marzio». Al suo posto è stato nominato il commissario Giampiero Omati. L’assemblea dei soci ha fatto quadrato attorno al presidente sconfessato mentre alcuni artigiani ne hanno preso le distanze da tempo.
Tra questi Maria Sperduti presidente della Unione Provinciale Artigiani e della Cooperativa Città di Teramo e provincia e Marcello Di Pasquale presidente onorario dell’Unione Provinciale Artigiani di Teramo che oggi prendono carta e penna e si fanno coraggio. Destinatario della lettera: il presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini.
Un testo dal tono dimesso ed a tratti compassionevole; tipico di chi chiede aiuto. Abbondano le perifrasi recise da un ma: «noi pensavamo, noi credevamo, noi volevamo….ma».
Ma ora, secondo gli artigiani, «Di Marzio continua a servirsi con assoluta padronanza del marchio, delle insegne e dei mezzi finanziari Confartigianato come se niente fosse accaduto. Il commissario Omati, davvero morbido e sfumato, nonostante il trattamento ricevuto di non poter neppure accedere nella sede di Teramo, avrebbe dovuto adottare le procedure consentite e previste dal nostro statuto e dalle leggi».
E la loro sensazione è che questo commissariamento non abbia cambiato un granchè. Le idee però ce le hanno chiare: «non vogliamo un Confartigianato bis magari lasciando tutto il resto (“tesoretto” incluso) a chi (e non si capisce a quale titolo) non si rassegna a mollare l’osso. Non vogliamo una pulizia di facciata ma vera, visto che siamo stati costretti, da troppo tempo, a subire ricatti e umiliazioni come ampiamente documentato oltre che a pagare errori e costi di una dissennata gestione personalistica».
Ricordano che su richiesta di Omati è stata promossa la riunione con una rappresentanza di 29 artigiani per costituire una nuova associazione.
«Caro presidente Guerrini», recita ancora la lettera,«ci siamo rivolti a lei proprio a lei, che è stato oggetto di attacchi violenti e persino lesivi dal signor Luciano Di Marzio, che da accusato ha avuto l’ardire e la tracotanza di trasformarsi in accusatore. Ma tutto questo non dovrebbe essere una ragione ulteriore, da parte dei competenti organi della Confartigianato, per sradicare dal nostro ambiente un personaggio che, oltre a combinare disastri in ambito locale, butta fango e discredito persino sui maggiori organi che ci rappresentano su scala nazionale? Non vogliamo una scatola vuota, ma la Confartigianato con il suo ricco patrimonio storico e morale, finanziario».