CRISI

Crisi, Confcommercio: «tagliare il Festival dannunziano»

Si risparmierebbero 240 mila euro

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Crisi, Confcommercio: «tagliare il Festival dannunziano»
PESCARA. Non c’è nulla da festeggiare. Il periodo è quello che è. Meglio evitare spreco di risorse pubbliche.

Con queste motivazioni la Confcommercio di Pescara chiede al sindaco Luigi Albore Mascia, alla sua giunta e al Consiglio di evitare qualunque spesa pubblica. E nel mirino ci finisce per primo il Festival dannunziano.
Secondo il consigliere comunale Vincenzo Dogali che si accoda alla richiesta, la rinuncia al festival porterebbe un risparmio di 240 mila euro. Non poco. Ma il sindaco non avrebbe alcuna intenzione di tagliare la propria creatura, gestita dal direttore artistico Giordano Bruno Guerri al quale è stato rinnovato, per il secondo anno consecutivo, l’incarico.
Ma la Confcommercio preme sulla crisi che sta attanagliando da mesi le imprese e le famiglie. Solo qualche giorno fa l’associazione di categoria ha presentato il saldo delle attività commerciali, che risulta estremamente negativo: a fronte di sole 487 nuove aperture, si sono registrate ben 1.416 cancellazioni nel solo primo trimestre 2012.

Per non parlare poi delle drammatiche condizioni di tanti nuclei familiari, che mostrano difficoltà anche solo per poter arrivare a fine mese: «C’è chi è costretto a vendere il proprio oro per un po’ di liquidità in più», denuncia Confcommercio, «come testimoniato dalle tantissime attività di “Compro oro”, che negli ultimi mesi stanno ormai spuntando come funghi».
Tale stato di cose si riflette immediatamente sui consumi, drasticamente ridottisi, con tutte le negative conseguenze sul sistema economico complessivo.
«Ci sembrerebbe quindi più opportuno», insiste l’associazione di categoria, «in un tale momento, dirottare le somme che l’amministrazione ha previsto per manifestazioni, festival o quant’altro, su iniziative che possano dare respiro alle famiglie e alle imprese. E, prima tra tutte, si pensa alla riduzione dell’Imu.
«E’ un momento in cui l’azione delle Amministrazioni deve essere improntata sul concetto di sobrietà, in quanto le poche risorse a disposizione vanno assolutamente impiegate in maniera oculata e rispettosa delle reali esigenze della collettività».