ACQUA AMARA

Emergenza idrica, Di Primio proclama lo sciopero della sete e l'Aca fa marcia indietro

Emergenza siccità in peggioramento a luglio e agosto

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

CHIETI. Non si arrende il primo cittadino di Chieti. Dopo la diffida spedita ieri all’Aca oggi nuova iniziativa del sindaco che questa mattina ha iniziato lo sciopero della sete fino a quando non verranno accolte le richieste dell'amministrazione comunale.

L'iniziativa fa seguito proprio alla lettera inviata martedì con la quale Di Primio chiedeva di provvedere, entro le ore 16.00 di reimmettere nella rete cittadina almeno 165 litri al secondo nelle 24 ore e a non effettuare più, già dalla notte scorsa, la chiusura totale della erogazione di acqua nella parte bassa della città ed in località Brecciarola. La diffida non ha avuto alcun riscontro.
«E' intollerabile che la mia città e soprattutto la zona dello Scalo resti senz'acqua per tutta la notte», ha detto.
«Se l'Aca pensa di poter gestire così la situazione visto che siamo appena all'inizio dell'estate si sbaglia di grosso perché io questo non lo permetterò. Lasciare migliaia di cittadini senza acqua di fatto fino alle 10, le 11 della mattina é una cosa incredibile. Fin quando non avrò risposte dall'Aca continuerò a fare questo sciopero della sete».
Il primo cittadino di Chieti ha poi attaccato ancora l'Aca denunciando anche l'assenza di contatto telefonico con l'azienda: «La mia seqreteria per un giorno intero ha cercato invano di mettersi in contatto telefonicamente con l'Aca ma non ha mai ricevuto risposta e questo è davvero troppo - prosegue il sindaco - perché all'Aca lavorano molte persone e diversi dirigenti messi lì dal centro sinistra negli anni passati».
In conclusione Di Primio ha poi parlato del debito che il comune di Chieti ha con la stessa Aca: «il mio predecessore ha lasciato un debito di 7 milioni e mezzo di euro con l'Aca. Abbiamo già provveduto a pagarne una parte (due milioni e mezzo) ma questo assolutamente non giustifica e ci mancherebbe la sospensione notturna dell'erogazione dell'acqua. E se mai così fosse non esiterò un attimo dopo l'esposto di ieri ad andare in Procura per denunciare una interruzione di pubblico servizio»

«DI PRIMIO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’»
Ma il vicepresidente dell'Aca, Giuseppe Di Michele rispedisce le accuse al mittente: «ognuno si assuma le sue responsabilità: se il sindaco di Chieti, in questi anni, avesse tappato le falle che ci sono nelle condotte, la situazione ora sarebbe diversa. Metà dell'acqua erogata, in quella zona, si perde per strada».
Di Michele ha spiegato che il momento è davvero critico: «c’è una emergenza idrica legata al calo della pressione nelle condotte - ha aggiunto -, se il Comune di Chieti avesse fatto manutenzione, ora non ci sarebbero tutti questi problemi. A Chieti, tra l'altro, l'erogazione è leggermente superiore rispetto agli altri comuni, proprio perché conosciamo la vetustà degli impianti».
E sul centralino senza risposta? «Rispondo sempre al telefono e senza filtri», ha assicurato Di Michele, «il sindaco non mi ha chiamato, altrimenti - ha concluso - lo avrei ascoltato».
Sul problema dei centralini (è lì che tentano di chiamare i cittadini imbufaliti) nessun chiarimento. 

DI PRIMIO: «PAROLE OFFENSIVE»
«Le parole del vice presidente dell'Aca sono offensive e degne di chi, prima ha fatto salti mortali per essere nominato nel CdA di Aca in quota centro destra ed oggi, magari sperando di avere un aiuto dalla sinistra alla prossima assemblea Aca fa comunicati dicendo stupidaggini degne di un cavalier servente».
Questa la replica del sindaco Di Primio. « È vero che la rete di Chieti ha perdite dovute alla vetustà, ma è altrettanto vero che il consumo di Chieti è di gran lunga inferiore a quello di altre realtà che pure non ancora subiscono le interruzioni di erogazione di acqua». Quanto alla sua disponibilità a rispondere al telefono «lo ringrazio, ma da amministratore dell'Aca dovrebbe preoccuparsi del fatto che gli uffici dell'Azienda non rispondono a cittadini ed enti per giorni, una vergogna». Con il sindaco Di Primio si è schierato nelle ultime ore anche il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio. 

MARCIA INDIETRO DI ACA: NESSUNA CHIUSURA NOTTURNA PER CHIETI
Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha sospeso lo sciopero della sete.
 Nel pomeriggio il primo cittadino è stato ricevuto dal direttore tecnico dell'Aca, Lorenzo Livello, con il quale ha raggiunto un accordo che permetterà, pur nel contesto di una riduzione del flusso idrico, di garantire l'erogazione anche nelle ore notturne. La chiusura notturna si sarebbe altrimenti protratta almeno fino al prossimo 8 luglio.

«E’ EMERGENZA»
Che la situazione si estremamente difficile (e che peggiorerà nelle prossime settimane) lo conferma anche il direttore tecnico dell'Aca, Lorenzo Livello: «In autunno ha piovuto poco e la neve si è sciolta subito. Le sorgenti non hanno avuto ricarica di falda e i livelli di acqua presenti, un po' ovunque, sono più bassi rispetto agli altri anni. Abbiamo inoltre riscontrato che le elevate temperature degli ultimi giorni - aggiunge il direttore tecnico dell'Aca - hanno portato a consumi di acqua che sono oltre la norma. Ora siamo al lavoro e stiamo valutando una serie di interventi e manovre da portare a termine entro luglio, ma comunque ci sarà carenza idrica».
Non va meglio nel teramano dove la Ruzzo Reti spa, «per via della situazione di emergenza idrica che va inasprendosi nell'intera provincia», nei giorni scorsi ha invitato tutti i sindaci dei Comuni dell'Ato numero 5 ad emanare ordinanze «di assoluto divieto di utilizzo dell'acqua per consumi che non siano strettamente potabili e a predisporre misure atte a vigilare per l'osservanza del divieto».