EMERGENZE CICLICHE

Carenza idrica. Pure Di Primio rimbalzato dai centralini Aca e parte diffida

«Rischio emergenza sanitaria. Erogazione inferiore al 30% del dovuto»

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Carenza idrica. Pure Di Primio rimbalzato dai centralini Aca e parte diffida
CHIETI. In piena emergenza idrica, con continue proteste da parte dei cittadini per i rubinetti sempre più spesso a secco, il sindaco Umberto Di Primio punta i piedi.

Non solo invia una missiva ai vertici dell’Aca e al commissario straordinario Pierluigi Caputi intimando di mettere da parte le chiusure totali notturne nella parte bassa della città ed in località Brecciarola , ma chiede anche l’immediato ripristino (già dalle 16 di oggi) della pressione di modo che i cittadini non abbiano più problemi.
Nel caso in cui l’Aca non dovesse rispondere o dovesse continuare a portare avanti il sistema delle chiusure totali Di Primio assicura che sarà battaglia e «adotterò tutte e le più utili azioni a difesa dei diritti dei miei cittadini». Il primo cittadino, primo tra gli amministratori della regione, prende in mano la situazione «per evitare problemi di carattere igienico sanitario» e scongiurare, a causa del perdurare della mancanza di acqua in molte abitazioni e della concomitanti particolari condizione climatiche, «emergenze sanitarie o di igiene pubblica».

AL TELEFONO NON RISPONDE NESSUNO»
Di Primio nella sua diffida va notare ai verti dell’Aca che si sta erogando una quantità d’acqua inferiore al 30% di quanto convenuto e per questo «provvederò a far quantificare la riduzione di quanto dovutovi per la fornitura idrica».
Di Primio ha preso dunque carta e penna anche perché, spiega, non è riuscito a rintracciare nessuno via telefono: «nessuno risponde agli uffici dell’Aca». Un problema che i cittadini conoscono bene e che hanno segnalato più volte.
Il 20 giugno scorso il direttore tecnico Livello e il direttore generale Di Giovanni avevano annunciato al sindaco la programmazione di riduzione dell’erogazione idrica per il periodo 21 giugno – 8 luglio 2012.

LE CHIUSURE NOTTURNE
Per quanto riguarda Chieti, era stato comunicato che al serbatoio della Civitella l’erogazione media sarebbe stata ridotta a 158 litri al secondo per l’intera giornata (l’erogazione normale è di 171-175 litri al secondo) mentre per Chieti Scalo l’erogazione media sarebbe stata di 155 litri al secondo dalle ore 5 alle 24 e dalle 24.00 alle 5.00 ci sarebbe stata la chiusura totale della erogazione. Normalmente l’erogazione su Chieti Scalo è di 170 litri al secondo.
Quanto a località Brecciarola, che s’approvvigiona dal Serbatoio Sbraccia, la chiusura totale dell’erogazione ci sarà il lunedì e giovedì dalle ore 22.00 alle ore 6.00.
Ma, denuncia Di Primio, nel corso di questi primi giorni la erogazione ridotta è stata spesso al di sotto della media dichiarata e, comunque, insufficiente a soddisfare le esigenze minime dei cittadini anche quando è stata rispettata l’erogazione programmata. «Non so in quanti dei 64 comuni che fanno parte dell’Aca si sta verificando quello che sta capitando a Chieti, mi consta personalmente che in molte realtà anche confinanti con noi non si stanno attuando le chiusure che non da oggi Chieti patisce».


ALLE 10 DEL MATTINO CASE SENZ’ACQUA
«Assurda» viene inoltre definita dal sindaco la chiusura dalle 24.00 alle 5.00 a Chieti Scalo, la parte più popolosa della città dove le utenze, tra ospedale e università, sono di gran lunga superiori rispetto al dato dei residenti dichiarati.
Ormai a decine arrivano le proteste delle attività commerciali e dei pubblici esercizi che, nonostante siano dotati di autoclave e serbatoio, non riescono ad avere l’acqua sufficiente per poter svolgere la propria attività. A centinaia, invece, arrivano le richieste d’aiuto e le proteste dei cittadini della parte bassa della città, fiaccati da anni di riduzione notturna della erogazione dell’acqua ed oggi distrutti dal non potersi neppure fare una doccia considerato che la erogazione riavviata alle 5.00 del mattino, alle 10.00 non si trasforma in acqua che esce dai rubinetti. Quanto alla parte alta, seppure meno grave, la situazione non desta minori preoccupazioni considerato che le chiusure, a causa della minore erogazione di acqua amplifica il problema in termini di reale erogazione nelle case e non solo.
Anche il comando provinciale dei vigili del Fuoco si approvvigiona dalla stessa rete.

NEL TERAMANO
La situazione è difficile anche nel teramano. Franco De Angelis del Sinalp ricorda che è fermo da più di un anno, presso il ministero competente, il progetto esecutivo di una condotta - il cui costo di realizzazione è stimato in 52 milioni di euro. Il progetto, dopo aver completato l'iter burocratico presso la struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture, è in attesa che i rappresentanti politici e governativi teramani e abruzzesi ne reclamino al Cipe, la priorità. « Come accaduto nelle stagioni passate, e con altri amministratori, questa estate, e non solo sulla costa, soffriremo di carenza idrica», continua De Angelis. «Bisognerebbe posare subito una nuova condotta d'acqua che, dallo stesso potabilizzatore arrivi sulla costa e con una portata adeguata rispetto a quella di oggi che non garantisce un soddisfacente collegamento tra le reti idriche dell' ACA di Pescara e quelle della Ruzzo Reti di Teramo. Sarebbe la soluzione più efficace per portare l’acqua a sufficienza da Francavilla a Martinsicuro».
a.l.