L'INIZIATIVA

Piccoli tribunali, il Comune di Atri rinuncia al canone per mantenere la sede distaccata

«Adesso sensibilizzare il Governo»

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Piccoli tribunali, il Comune di Atri rinuncia al canone per mantenere la sede distaccata
ATRI .Preoccupante è il futuro che si prospetta per le sedi distaccate dei tribunali presenti ad Atri e Giulianova, dopo la Legge 14 settembre 2011.

L’amministrazione comunale di Atri ha deliberato la sua disponibilità a concedere a titolo gratuito gli immobili che ospitano la sessione distaccata del locale del tribunale di Atri raggiungendo, realmente, una fonte di risparmio.
Il presidente Chiodi, convocato il sindaco di Atri Gabriele Astolfi chiede ai sindaci interessati (di Atri e di Giulianova), a tutte le cariche competenti come l’ordine degli avvocati, i senatori, onorevoli,  Presidente della Provincia, i parlamentari della provincia di Teramo, il Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria presso il Ministero di Giustizia, d’avviare un tavolo di discussione da svolgere ad Atri entro fine giugno per sensibilizzare maggiormente il Governo.
Il sindaco Astolfi si impegna, fin da ora, a organizzare un piano d’incontro affinchè si arrivi in tempi brevi ad un documento e ad un maggiore impegno da parte dei nostri onorevoli a rappresentare un problema essenziale e vitale del territorio presso le istituzioni governative.
Atri è sede distaccata del tribunale di Teramo e dell’ufficio del Giudice di Pace sin dalla istituzione del Giudice Unico nel 1998 con la soppressione delle Preture. «Questa funzione è stata svolta e continua ad esserlo non solo per motivi storici riconducibili alla sua vetustà bimillenaria, ma anche per motivi prettamente territoriali e geografici», sottolineano da palazzo di città.
«Il decentramento rispetto al capoluogo di Provincia e la collocazione baricentrica ne fanno un punto di riferimento omogeneo ed autonomo. L’equilibrio raggiunto è minato dalla Legge del 14 settembre 2011 n.148 attraverso la quale il Parlamento ha delegato il Governo nel termine di dodici mesi ad adottare uno o più decreti attuativi finalizzati a riorganizzare la distribuzione sul territorio degli Uffici Giudiziari». L’orientamento del Governo è quello di realizzare risparmi di spesa e l’incremento dell’efficienza del lavoro , ma l’amministrazione, come chi del settore, ha verificato che «nessuna di queste mete sarebbe raggiunta. La possibilità che sopraggiunge consiste nella soppressione delle sezioni distaccate di Atri e Giulianova per accorpare tutto il lavoro all’interno del tribunale teramano».
Inoltre, l’anno precedente è stato votato un emendamento con cui le provincie di Chieti e L’Aquila vedevano slittare l’attuazione della legge nei loro confronti in quanto provincie terremotate.
«E’ certamente indubbia la posizione sfavorevole della zona aquilana ancora fortemente colpita dalla catastrofe del 2009 e, quindi, nessuna polemica può esser fatta in tal senso».
Per i sindaci di Atri e di Giulianova rimane, invece, dubbiosa la scelta di inserire solo Chieti nella categoria di zona terremotata considerando il fatto che tutto l’Abruzzo ha subito situazioni spiacevoli derivanti dal terremoto. «Il presidente Chiodi si è prodigato per ottenere l’estensione dello slittamento di tre anni anche per le province di Pescara e Teramo ottenendo, però, risultati negativi», ricorda l’amministrazione di Atri.
«E’ in questi termini che urge sottolineare le problematiche che si verificherebbero nel momento in cui la sede di Atri, come pure quella di Giulianova, vedrebbero in serio bilico la loro posizione: carichi di lavoro insopportabili per il tribunale di Teramo che, attualmente, gode di un sistema perfettamente funzionante avendo come media del contenzioso civile una tempistica abbondantemente sotto i termini considerati dalla Corte di Giustizia europea come giusta durata di un processo. Significherebbe stravolgere un sistema fluido di lavoro a fronte di nessun risparmio di spesa, se non forse un aumento, visto che servirebbe comunque un locale ulteriore per dislocare i lavori».