SANITA' E POLITICA

Il Tar sull’ospedale di Guardiagrele: per la chiusura aspettare l’appello

Pendente c’è il ricorso al Consiglio di Stato sul Programma operativo: legittimo oppure no?

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Il Tar sull’ospedale di Guardiagrele: per la chiusura aspettare l’appello
ABRUZZO. Il Tar Abruzzo ha negato ieri con un’ordinanza la sospensiva al ricorso presentato dal Comune di Guardiagrele contro l’Atto aziendale della Asl che chiude il locale ospedale.

Sempre ieri, con una sentenza, ha dichiarato parzialmente inammissibile il ricorso della Lista civica di centrosinistra ed ha sospeso il giudizio su questo ennesimo ricorso in attesa che il Consiglio di Stato decida sull’appello della regione Abruzzo. Si tratta cioè di aspettare la conferma o meno della sentenza con la quale il Tar nel maggio 2011 annullò il Programma operativo (P. o.) che “taglia” l’ospedale di Guardiagrele.
Chiara la posizione del Tar sulla richiesta di annullamento del P.o. avanzata dal Comune, difeso dall’avvocato Macello Russo: «Il provvedimento contenente la previsione lesiva (cioè la disattivazione dell’ospedale) va individuato nel P.o…  ma tale giudizio risulta attualmente pendente in appello. Quindi la sospensione cautelare non sarebbe in grado di evitare il lamentato pregiudizio della chiusura».
 Perciò niente sospensiva e spese compensate. Più articolata la sentenza sul ricorso del centrosinistra, difeso dall’avvocato Simone Dal Pozzo, che era contro le delibere 44 e 45 del P.o. e contro i successivi decreti commissariali e le delibere del dg Asl Chieti. In pratica, pur avendo il Tar già annullato i decreti 44 e 45 nella parte in cui disattivano Guardiagrele, il nuovo ricorso è contro gli atti successivi, come la rete delle unità operative complesse (i primariati) che di fatto sono stati adottati nel presupposto della chiusura dell’ospedale, di fatto avvenuta, ma mai decisa ufficialmente. Quello che è strano in questa vicenda, ed è la sentenza che lo nota, è il fatto che il Commissario Chiodi adotti questi provvedimenti senza far cenno ai giudizi pendenti. Comunque, secondo il Tar, tale ricorso è sovrapponibile ai precedenti e dipende sempre da come in appello la questione sarà decisa. Quindi giudizio sospeso e spese al definitivo.

Il dato che emerge dalle due decisioni del Tar è che l’atto aziendale della Asl di Chieti è intimamente legato al Programma operativo 2010: se questo cadrà definitivamente, automaticamente sarà annullato anche l’atto aziendale. Insomma, una catena ininterrotta che mette in difficoltà anche i vertici Asl che si trovano in grossa difficoltà, con un atto aziendale che a causa del suo vizio di origine rischia di non poter trovare piena e completa attuazione. Il che significa in concreto che in attesa della decisione finale la Asl è bloccata, anche se sta attuando un depotenziamento dell’ospedale guardiese, come denunciato anche dal sindaco. Il centrosinistra da parte sua pensa ad un giudizio di ottemperanza della precedente sentenza contro la trasformazione dell’ospedale in Pta, presidio territoriale di assistenza. Se quindi appare francamente difficile l’ipotesi di una chiusura dell’ospedale, il problema però oggi è quello di farlo funzionare a pieno regime perché non è possibile consegnare all’incertezza un intero territorio e decine di operatori sanitari che non possono vivere alla giornata.

«Del resto di questo avviso è lo stesso ministro della salute Balduzzi – spiega l’avvocato Dal Pozzo - in un’intervista sul Corriere della Sera, il ministro ha dichiarato che è inevitabile che i tribunali mantengano aperti i piccoli ospedali quando si pensa di tagliare senza nessuna logica desertificando la sanità, evitando di eliminare primariati doppioni e, soprattutto, portando il debito a salire dopo un apparente iniziale risanamento».
 Ma l’avvocato formula anche una critica politica: «Oggi appare ancora una volta in maniera chiara chi è stato ed è alla guida di un’iniziativa concreta contro la chiusura dell’ospedale e contro un intero modo di vedere la sanità chietina e abruzzese e chi, dalle parti del centrodestra, gioca tra mille ambiguità e tra le divergenze di vedute sul delicato terreno della sanità. Il sindaco Salvi dichiara che la sua è solo una critica costruttiva a Chiodi e denuncia la mobilità passiva che affligge la sanità della provincia facendo l'esempio dell’oculistica. Se chi propone un’azione legale contro le delibere del presidente commissario dice che fa solo una critica costruttiva o non è convinto della sua azione legale o non le dà il valore che noi abbiamo dato alla nostra battaglia e cioè disinnescare la mina del programma operativo che va semplicemente azzerato prima che si possa parlare di un nuovo progetto di sanità».

Sebastiano Calella