OPERE E OMISSIONI

Inchiesta sulla filovia: la procura di Pescara corregge la Regione

Una relazione tecnica ordinata dal pm chiarisce che il progetto deve passare per il comitato Via

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Inchiesta sulla filovia: la procura di Pescara corregge la Regione
PESCARA. Su uno dei tanti cartelli mostrati ai molti presidi contro la filovia si poteva leggere «vogliamo chiarezza sul progetto della filovia».

Ebbene in dieci anni di carte, progetti e cantiere quella chiarezza non c’è mai stata e per volontà ben precisa di chi vuole continuare a manovrare senza alcun controllo.
Ora, però, i nodi sulla filovia vengono al pettine e la situazione si fa difficile. Non è un mistero che il progetto più contestato degli ultimi 10 anni, nato con Nino Sospiri, continuato sotto la spinta del nipote Lorenzo e di buona parte del centrodestra (in testa la giunta Mascia), abbia scatenato numerosi esposti e querele: il Pd si è rivolto alla Corte dei conti, gli ambientalisti, il consigliere Acerbo e persino la ditta che ha vinto l’appalto si sono rivolti tutti alla procura che si è trovata subissata di carte e con l’obbligo di sbrogliare una intricatissima matassa.
L’indagine è segretissima, non si sa nulla di quello che avrebbe già potuto scoprire il pm Valentina D’Agostino né si conosce il fulcro su cui ruota l’indagine (ma di spunti ce ne sarebbero davvero a iosa) una cosa però è successa ed è alquanto rara. La procura ha, infatti, inviato la relazione del proprio consulente tecnico -chiamato a spiegare se la filovia andasse assoggettata alla valutazione di i impatto ambientale- ai vertici regionali e nella fattispecie al dirigente Antonio Sorgi che coordina proprio la commissione Via.
Alcune settimane fa dunque Sorgi ha potuto leggere la lunga relazione del tecnico e convincersi che il progetto doveva avere un passaggio in più e soggiacere al giudizio della commissione impatto ambientale. La cosa curiosa è che lo stesso Sorgi, tra mille furiose proteste, aveva egli stesso deciso che la Filovia non doveva passare per il Via ed infatti così è stato: i lavori di fatto sono iniziati e procedono spediti dopo aver saltato questo passaggio.

Ieri il Wwf tra lo stupore aveva scoperto che il prossimo 3 luglio la Regione ha previsto proprio la discussione del progetto della filovia. Maurizio Acerbo (Rc) ne sa di più e conferma che una relazione della procura è stata inviata a Sorgi ma questi l’ha negata al consigliere regionale poiché si tratterebbe di un documento segreto.
E’ chiaro a tutti che Sorgi non è un magistrato e dunque se conosce un documento della procura se ne deve dedurre che non è più coperto da segreto. Allora perché Sorgi ha negato la relazione ad Acerbo che pure ha il diritto di sapere e controllare? La tensione in Regione è tanta. In tutto questo stanno riemergendo in tutto il loro pressappochismo gli errori del passato che si sono affastellati come un cumulo di immondizia che attende di essere smaltita.
«Attendo con fiducia gli esiti dell'indagine», ha detto Acerbo, «certo di quanto abbiamo sostenuto fin dall'inizio: un'opera strategica come la filovia andava sottoposta a Valutazione d'Impatto Ambientale e il non averlo fatto è stata una scelta di gravità inaudita. Una scelta ancor più grave se pensiamo che l'approvazione del progetto non è passata neanche per i Consigli Comunali di Pescara e Montesilvano».
Ancora una volta pare, dunque, che per conoscere che cosa sia davvero avvenuto dietro le quinte di questo progetto milionario si debbano attendere le carte della procura.
Nell'esposto di Acerbo venivano segnalate varie criticità (tra cui la mancanza di Via) che sono state anche oggetto di un intervento del Wwf presso la Commissione Europea.

«Debbo con amarezza constatare che», ha concluso Acerbo, «il sottoscritto insieme a cittadini e associazioni aveva richiesto la sospensione dei lavori proprio per discutere questi temi ma ci scontrammo con il muro del centrodestra e del Presidente della GTM Michele Russo. La questione della Via era stata snobbata con una certa arroganza, ora grazie all'intervento della magistratura dovranno studiare meglio la questione».
La giunta Mascia, ieri per bocca del vice Berardino Fiorilli, ha confermato che il cantiere va avanti e che nulla potrà fermare i lavori; dalla Regione sono forse oggi meno convinti ma sembrano sulla stessa linea d’onda per il fatto che un eventuale passo indietro sarebbe uguale ad ammettere le proprie colpe.
E qui di colpe non ne vuole sentir parlare nessuno perché dietro l’angolo c’è la Corte dei Conti pronta a richiedere danni per milioni di euro.
Dunque la Regione seguirà il consiglio della procura e farà passare il progetto in commissione Via? Se sì come spiegheranno il fatto che tale passaggio -per legge previsto come preventivo- viene fatto a lavori iniziati? Se la Regione deciderà per il no saremo di fronte ad un nuovo conflitto con la procura simile a quello scatenato dai risultati delle analisi dell’Arta sui veleni del porto canale?
Comunque vada una cosa è certa: i nomi dei favorevoli e dei contrari all’opera -che alla luce di quello che sta emergendo- potrebbe essere inutile, dannosa, costosa, o peggio rimanere una incompiuta, sono scritti più e più volte nelle cronache degli ultimi 10 anni.
a.b.