POST TERREMOTO

Progetto Case a pezzi gli alloggi “provvisori”: la manutenzione è un miraggio

I tempi della manutenzione si allungano

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Progetto Case a pezzi gli alloggi “provvisori”: la manutenzione è un miraggio
L’AQUILA. Come per i migliori spot, anche per il Progetto Case la realtà è un po’ di versa da quella propalata in anni di propaganda.

Dopo tre anni dal sisma le “casette di Berlusconi” pagate salatamente e sul cui progetto ci sono ancora domande senza risposte, si stanno sgretolando come quei pannelli di cartone che allestiscono le scene degli spot. Gli inquilini denunciano infiltrazioni di acqua, umidità ma anche semplice consunzione dei materiali che sono “leggeri” come cartone pressato, legno, compensato. Gli agenti atmosferici stanno già cambiando il volto delle facciate mentre inizia a pesare la vita riadattata in stile post terremoto nelle case che non sono quelle lasciate in tutta fretta e che non sono ancora state ricostruite.
Così le centinaia di casette tirate su in pochi mesi e che hanno cambiato il volto della città e dei comuni limitrofi al capoluogo oggi hanno bisogno di urgenti lavori di manutenzione per diverse ragioni. Si era detto da subito che questi alloggi sarebbero dovuti essere “provvisori” e all’indomani del 6 aprile 2009 si ipotizzò un periodo di 3-4 anni. Gli analisti più attenti bollarono come improponibile quella previsione attestandola invece su una più probabile permanenza nelle casette per almeno 10 anni.
La prima ipotesi è di sicuro scartata a causa dei ritardi nella ricostruzione e anche perché ormai tre anni sono abbondantemente passati. Intanto bisognerà porre rimedio al più presto alle falle che si aprono negli appartamenti.
La protezione civile che si è occupata di costruirle non ha voluto saperne di provvedere ai lavori di manutenzione (come sono obbligati a fare tutti i costruttori per almeno 10 anni) e così la patata bollente è piombata sul Comune.
Intanto 8 mesi fa proprio l’amministrazione comunale ha stabilito che bisognerà pagare canoni di locazione per progetto Case e Map per coloro che non erano proprietari di case mentre lo stesso Consiglio comunale ha stabilito tariffe per i canoni condominiali, tutte somme che serviranno per pagare la ditta che si occuperà della futura manutenzione.


Ma il problema è proprio questo. L’amministrazione comunale non ha ancora bandito la nuova gara per cui anche in questo caso si ipotizzano ritardi.
«La nuova Giunta», spiega Emanuele Imprudente, capogruppo “L’Aquila città aperta”, «ha sospeso la gara, con la scusa di verificare se l’Asm potesse gestire questo servizio, nel momento in cui il bando era finalmente pronto. Intanto da riscontri avuti, sembrerebbe che le società che erogano servizi pubblici, quali gas, luce e acqua abbiano avanzato nei confronti dell’Amministrazione comunale, richieste per oltre 7 milioni di euro per bollette non pagate riguardanti i progetti Case e Map, e addirittura, che le stesse stiano avviando azioni giudiziare nei confronti del Comune per il recupero crediti. Invece di pensare a giocare a testa o croce per decidere la spartizione delle presidenze delle commissioni consiliari o, di inventare un nuovo nemico immaginario su cui scaricare la responsabilità della sua malagestione, il sindaco Cialente risolva questo problema, perché le casse comunali e i cittadini non possono farsi carico di questo debito per una sua incapacità».