LA SENTENZA

Uccise fidanzata, imprenditore condannato a 16 anni di carcere

Alla famiglia 200 mila euro di risarcimento

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Uccise fidanzata, imprenditore condannato a 16 anni di carcere
VASTO. Il giudice del Tribunale di Vasto, Stefania Izzi, ha condannato a 16 anni, per omicidio volontario, Matteo Pepe.

L’uomo, imprenditore edile originario di Motta Montecorvino (Foggia), è stato riconosciuto colpevole dell'assassinio, il 15 ottobre scorso, della sua convivente, Neila Bureikaite, lituana di 24 anni.
Il processo si è svolto con rito abbreviato ed a porte chiuse. Il pm Enrica Medori aveva chiesto 14 anni di reclusione, mentre il collegio difensivo, Pasquale Morelli e Giampaolo Di Marco, si era appellato all'applicazione delle attenuanti generiche.
Alla famiglia Bureikaite il giudice ha riconosciuto un risarcimento di 200mila euro.
Fu lo stesso Matteo Pepe a chiamare i soccorsi del 118 dicendo inizialmente di essersi ferito con un coltello. Ma il suo racconto non convinse pienamente gli operatori sanitari che a loro volta segnalarono l'episodio alla Polizia. Una volta sul posto, la scoperta del cadavere della giovane Neila, ritrovata a terra in camera da letto, uccisa con tre coltellate, secondo le contestazioni dell'accusa, proprio da Pepe che disse agli agenti di aver «fatto una stronzata».
Gli avvocati Pasquale Morelli e Giampaolo Di Marco avevano chiesto la commutazione dell’accusa di omicidio da volontario e preterintenzionale.
Gli amici di Pepe e Neila hanno raccontato in più occasioni di una coppia molto affiatata nonostante i 20 anni di differenza. Prima dell’omicidio, però, le liti tra i due sarebbero aumentata a causa della gelosia dell'uomo e delle amicizie della sua fidanzata via Facebook. I due convivevano da quattro anni, si erano conosciuti in un locale nel 2007.
Per la bella lituana l'imprenditore aveva lasciato la moglie, figlia di un costruttore edile di Lucera.