Luigi Lusi, il Senato dice sì all’arresto. «Chiedo scusa agli italiani»

Il senatore, ex tesoriere della Margherita, ha parlato in aula

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3842

Luigi Lusi, il Senato dice sì all’arresto. «Chiedo scusa agli italiani»
ROMA. Il PdL ha deciso di uscire dall'aula e non votare sull'arresto. Lusi dovrà andare in carcere, così come deciso con votazione palese con 155 sì e 3 no.

La seduta è cominciata nel pomeriggio con l’intervento di Marco Follini, presidente della giunta per le autorizzazioni, che ha letto la relazione con parere favorevole all’arresto di Luigi Lusi, avendo appurato l’insussistenza del fumus persecutionis.
Follini ha chiesto ai senatori di esprimere il proprio voto «liberamente e alla luce del sole» e ha chiesto a Lusi di dimettersi. Poi ha preso la parola l'ex tesoriere della Margherita che ha parlato per 30 minuti, seduto nei banchi del gruppo Misto.
«Un uomo va giudicato per come reagisce in seguito al fallimento e non ai successi», ha detto il senatore. «Mi sono assunto le mie responsabilità. Solo per l’associazione a delinquere è stata chiesta la custodia cautelare e mi chiedo se, al posto di un senatore, anche un cittadino normale accusato di appropriazione indebita sarebbe stato accusato anche di associazione a delinquere. Mi si vuole mandare in carcere perché parlare con i media inquinerei le investigazioni?».
Lusi ha poi ricordato che il 17 gennaio scorso è andato «spontaneamente a parlare davanti ai pubblici ministeri. Ho rassicurato prima Francesco Rutelli e poi i pm. In quella sede mi sono assunto tutte le responsabilità a cui non intendevo e intendo sottrarmi. Ho rassegnato le dimissioni da vice presidente del Bilancio e ho rimesso il mandato di componente della giunta delle immunità. Non voglio sottrarmi al processo che dovrà tenersi senza persecuzioni di sorta. Non posso inquinare prove che non sono nella mia disponibilità. Il legislatore deve tenere distinta l'autorizzazione alla misura cautelare dall'istituto ancora non previsto dell'anticipazione della pena».
Il senatore si è poi domandato: «nel mio caso si voterà come al solito in modalità segreta, come si è sempre fatto nella storia del Senato repubblicano, o ci sarà una forma di innovazione procedurale anche in questo caso?»
Per Lusi inoltre «ci sono senatori in palese conflitto di interessi che devono votare. Ho preferito non porre alcun veto per non permettere ulteriore strumentalizzazione ma ritengo che alcuni senatori non dovrebbero votare perché chiamati in causa in questo procedimento penale. Io stesso, quando si voterà, non parteciperò al voto».
Dopo una lunga discussione in aula è arrivato il responso.