IL CASO

Codacons: «Aca, acqua e bollette pazze a Francavilla»

La denuncia del coordinatore Ruggieri: «servizi scadenti»

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Codacons: «Aca, acqua e bollette pazze a Francavilla»
FRANCAVILLA. Il signor Filippo “ha consumato” 800 mc di acqua ma ne paga per 3526 mc per un totale di 5.127,67 euro.

Il contatore della signora Adele (titolare di un locale al centro di Francavilla) segna il consumo di1477 mc l’11 agosto 2010 e poi 988 mc il 18 aprile 2011 per una spesa di € 914,23.
Sono i presunti errori segnalati su alcune bollette Aca servizio idrico abruzzese che serve diversi comuni tra cui Francavilla al Mare. A farne le spese i cittadini che spesso subiscono il taglio dei servizi. A denunciarlo è l’associazione dei consumatori Codacons Abruzzo che definisce il fenomeno «bollette truffa».
A Chieti nel 2011 per una utenza domestica erano previsti 0,27 euro per consumi fino a 72 mc, 0,41 euro per consumi da 73 a 168 mc, 0,57 euro per consumi superiori a 168 mc, mentre nei comuni serviti dall'Aca (tra cui Francavilla) l'acqua è costata 0,46 euro per consumi fino a 100 mc, 0,64 euro per consumi da 101 a 200 mc, 1,06 euro per consumi da 201 a 300 mc, e 1,31 euro per consumi superiori a 300 mc. A fronte di questo maggiore esborso sostenuto dai francavillesi negli ultimi 10 anni per l'acqua (calcolabili in circa 2.500 - 3.000 euro a famiglia, con una penalizzazione maggiore per le famiglie numerose e a basso reddito che consumando di più hanno visto le proprie bollette lievitare in maniera esponenziale a causa dei prezzi molti più alti previsti per la terza e quarta fascia) secondo Codacons, non corrisponde un’efficienza nei servizi.
«L'Aca non ha corrisposto nessun investimento sulla rete idrica e sull'impianto fognario», ha detto l’associazione, «tant'è che il terzo depuratore a Francavilla è per tutti una chimera e anche gli altri due depuratori presenti sul territorio funzionano male, anzi malissimo (alcune domeniche l'acqua del mare in alcuni punti è una fogna a cielo aperto)».

Una situazione difficile che la Codacons affronta a colpi di battaglia legale.
L’associazione di consumatori ha aumentato le denunce alle autorità competenti (segnalazioni alla polizia amministrativa presso le Prefetture e alle Autorità Garanti affinché vengano comminate le sanzioni previste dalla legge, denunce alla Procura della Repubblica per i casi di finanziamento oltre soglia usura) «ma ci rendiamo perfettamente conto», ha detto, «come tutto questo non sia assolutamente sufficiente. E' necessario che i politici tornino a rappresentare gli interessi delle comunità e a perseguire il bene comune trasformando in formule giuridiche le istanze che provengono dal territorio che rappresentano».