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Nuovi e vecchi teatri: Teramo punta alla vendita di terreni per recuperare 8 mln di euro

L’assessore Agostinelli pensa ad un’alternativa al progetto Straferro

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Il sindaco Brucchi

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TERAMO. Vendere terreni per recuperare il vecchio teatro comunale o magari per finanziare nuovi progetti. E’ indifferente.

E’ quanto viene fuori dalle parole dell’assessore alla Progettazione strategica Giacomo Agostinelli a proposito della realizzazione del nuovo teatro comunale oggetto di un project financing della ditta Straferro.
La realizzazione dell’opera al costo di 42.877.000 euro da parte di Straferro è stata bloccata dalla Prefettura di Ascoli Piceno, lo scorso gennaio. Il Prefetto ha emesso nei confronti della Straferro un’informativa che impediva alla società la prosecuzione di contratti per l’esecuzione di appalti pubblici. Alla Straferro è stato obiettato di aver affidato appalti tra il 2001 e il 2005 alla Costruzioni s.r.l., il cui titolare è stato condannato per riciclaggio di denaro sporco. La ditta, di contro, ha impugnato l’informativa della Prefettura di fronte al giudice ed il Consiglio di Stato con sentenza numero 1141 ha accolto il ricorso.
Ora il Comune, nel caso in cui il project non andasse a buon fine, si dice comunque pronto a recuperare il “vecchio” teatro comunale, organizzando un concorso di idee attraverso cui verrà scelto il progetto definitivo. In tal caso, per il recupero, l’Ente dovrà sostenere spese paria a 8 mln di euro che conta di ricavare mettendo in vendita terreni.
In particolare saranno recuperati i 3,3 milioni di euro messi a disposizione dalla Fondazione Tercas per la realizzazione del Teatro, a questi verranno aggiunti 2,5 milioni derivanti dalla vendita del terreno in zona Orto agrario, dietro il Santuario di Madonna delle Grazie (l’area avrà una destinazione d’uso residenziale). E circa 2,3 milioni saranno reperiti attraverso la vendita di due terreni a Piano D’Accio (vicino al centro commerciale).
Ma questa entrata farà comunque comodo, precisa l’assessore, «e potrà essere sfruttata per realizzare progetti utili alla collettività, anche nel caso in cui la Straferro riuscisse a portare a termine il project per il nuovo teatro».


Uno dei terreni oggetto dell’operazione si estende su un’area di 6700 metri quadri che il Comune aveva deciso di acquisire nel 2005 per la realizzazione del nuovo mattatoio e che invece è rimasta per anni dormiente, dato che il bando per la realizzazione della struttura andò deserto. L’altro terreno, da 13500 metri quadri, rientrava invece in un accordo di programma siglato nel 2000 tra Provincia, Regione, Comune e Ateneo, per la realizzazione degli stabulari a servizio della facoltà di Veterinaria. L’Università non ha però dato seguito a questo accordo.
Secondo l’ assessore che ha commissionato una perizia giurata per la stima dei terreni, «oggi valgono molto di più: il primo, acquistato a circa 125 mila euro, è stato valutato circa 1,1 milioni di euro, il secondo, comprato per poco più di 20 milioni di vecchie lire, oggi vale 2 milioni 450 euro, cifra che il Comune dovrà dividere con la Provincia».
Nel corso del consiglio comunale del 3 luglio si decideranno le dismissioni e dei terreni e il cambio di destinazione d’uso: i terreni passeranno alla categoria D 5, per ospitare strutture commerciali, alberghiere, direzionali e servizi, «con un indotto importante, anche in termini di occupazione», secondo Agostinelli.
«Il Comune», ha precisato l’assessore, «vaglierà inoltre la possibilità di vendere i terreni o di inserirli all’interno di una sorta di accordo di programma con il privato che realizzerà l’opera del teatro».