Provincia Pescara lancia corsi di moda. I dubbi di Filctem Cgil

Il sindacato chiede spiegazione

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Testa e Rapposelli

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PESCARA. Trasparenza sul rilancio del settore tessile-abbigliamento della Provincia di Pescara.

E’ quanto chiede la Filctem Cgil di Pescara. Il sindacato è intervenuto sull’iniziativa annunciata dalla Provincia di istituire corsi di formazione su “nuove tecnologie per il made in Italy-sistema moda” presso l’Aterno-Manthonè. Obiettivo dei corsi, secondo la Provincia, è offrire agli allievi sbocchi lavorativi.
Ma, si chiede la sigla, «quali sono le risorse utilizzate per questa iniziativa? Si tratta forse delle stesse risorse ex-Ifts che nel verbale del tavolo di crisi per la Val Pescara e zona Vestina sono destinate ad altre iniziative?».
Il sindacato ha chiesto chiarimenti anche in merito ad altri aspetti. Vuole sapere, ad esempio, «quali sono le aziende dove gli allievi dovrebbero svolgere gli stages previsti dai programmi (visto che esistono già Enti di formazione, scuole ed Università della moda, nel settore tessile-abbigliamento, che rappresentano l’eccellenza su tutto il territorio nazionale); se c’è stata una selezione successivamente ad un bando pubblico doverosamente pubblicizzato e se le aziende coinvolte nel progetto sono in provincia di Pescara e applicano i contratti di settore sottoscritti dai sindacati dei lavoratori Cgil -Cisl-Uil o contratti sottoscritti da “sindacati di comodo” che consentono alle aziende medesime di sfruttare i lavoratori in termini salariali e normativi».
Il timore, secondo il sindacato è «che si tratti della solita iniziativa propagandistica, o, peggio, di un tentativo di utilizzo di risorse pubbliche al di fuori di qualsiasi idea di sviluppo, che, evidentemente, risponde solo a logiche personalistiche». Di qui la richiesta di chiarimenti alle istituzioni competenti, compresa l’Autorità Giudiziaria.
La Filctem Cgil ha poi ricordato che il protocollo d’intesa tra Confindustria, Cgil-Cisl-Uil, Regione Abruzzo e Provincia di Pescara per la costituzione del “Polo dell’alta moda”, individua il settore tessile-abbigliamento per la provincia di Pescara idoneo all’utilizzo dei fondi ex-Ifts nella zona Vestina.
«Inoltre», dice il sindacato, «la presenza del protocollo di intesa sul polo dell’alta moda può e deve intercettare le risorse per il polo dell’innovazione: i fondi Fse disponibili per complessivi quattro milioni di euro».