LA PROTESTA

Porto Francavilla, è scoppiata la protesta

I villeggianti: «tutti dal sindaco, ora si fa sul serio»

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Porto Francavilla, è scoppiata la protesta
FRANCAVILLA AL MARE. Brucia la sabbia di Francavilla sotto la prima calura estiva.

Mai quanto gli animi dei villeggianti alla vista del porticciolo che si nutre di abbandono, sporcizia, pericolosità.
Si sono dati appuntamento attorno al tavolo di un noto bar per decidere la strategia. Obiettivi: sanare l’area («la pulizia della spiaggia ordinata dal sindaco settimane fa  non ha risolto nulla», dicono in coro) e recintare «seriamente il porto turistico» (sostituendo quelle reti arrugginite e già divelte).
Un rendez vous che prende forma di sommossa. Sono numerosi. Tutti affezionati al litorale francavillese, chi per un motivo chi per un altro. Tutti costretti a prendere il sole nello stabilimento balneare accanto a quella spiaggia abbandonata. Tutti arrabbiati. Quello che chiedono è: l’ abbattimento delle cabine ricettacolo di rifiuti e ritrovo per ambulanti, dello stabilimento balneare dismesso, e l’innalzamento di recinzioni alte ed invalicabili.
«Ora si fa sul serio», dice uno dei villeggianti aprendo il dibattito, «siamo stati buoni fino all’anno scorso, ora basta. Siamo fuori da circuiti politici locali, non abbiamo paura di metterci contro nessuno. Paghiamo per stare qui e vogliamo garanzie». Qualcuno osa ricordare la recente pulizia della spiaggia e viene subito zittito. «Si può chiamare pulizia della spiaggia questa? Con i gabbiotti  dell’ex stabilimento balneare sventrati e pieni di escrementi?», ironizza uno di loro, avvocato romano, «per non parlare della presunta riparazione delle recinzioni. Una presa per i fondelli. Che dire poi del cartello che hanno issato sotto casa mia, un inno al turismo con tutti i propositi dell’amministrazione per rendere Francavilla la città del mare  poi a pochi metri c’è lo scempio più totale». Le  voci si affollano attorno ad una bibita fresca appena servita ed un caffè fumante.
 «Le mie figlie attraversano quel tratto di sabbia per raggiungere lo stabilimento tra cocci di vetro, escrementi di animali ed ambulanti che bivaccano».
Qualcuno prova a ricordare che il Comune, forse, ha le mani legate in quanto la spiaggia è in concessione all’ex titolare dello stabilimento. «Fandonie», interviene uno di loro, «è solo una questione di forma. Abbattere i gabbiotti si può e non costa neppure tanto. Basta volerlo».
E il modo per farsi sentire ce l’hanno ben chiaro. Procederanno per gradi: prima con un risalto mediatico (video, denunce e petizioni), poi, entro breve, con un incontro con il sindaco, sino a coinvolgere i media nazionali.
Intanto il primo attacco è già servito. Su Youtube gira un video  che, con musiche di sottofondo, descrive il porticciolo abbandonato. Si parte dall’erba incolta che sovrasta l’area, all’ex stabilimento dismesso e mal tenuto, alle cabine sventrate, ad un pescatore che, tranquillo, fa incetta di pesci dentro l’area “sigillata” accanto ad una struttura ripiegata su sé stessa.