GASDOTTO

Snam, i comitati ambientalisti «contro la Provincia fantasma»

Il vice presidente della Provincia chiarisce

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Del Corvo

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SULMONA. Per il vice presidente della Provincia de L’Aquila Antonella Di Nino sulla questione Snam c’è da fare chiarezza.

Chiarezza sulle sue dichiarazioni (riportate in maniera imprecisa, dice) al tavolo fantasma convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, i rappresentanti della Provincia de L’Aquila e del Comune di Sulmona ed il sottosegretario dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti; chiarezza sulla posizione della Provincia de L’Aquila (contraria alla realizzazione dell'opera con una delibera di Consiglio Provinciale approvata alla unanimità); e chiarezza per distinguere il parere politico dell’Ente Provincia, da quello tecnico (gli uffici tecnici hanno espresso la non contrarietà dell’opera alle norme urbanistiche). Dunque ancora confusione e ancora proteste.
I comitati ambientalisti anti-Snam non ci stanno e precisano che «al tavolo fantasma» la Provincia avrebbe dovuto presentare osservazioni e che non si può demandare ai tecnici una materia su cui la Provincia ha pieni poteri e competenze (di pianificazione territoriale, di protezione ambientale e di tutela della salute).
Risulta inoltre incomprensibile ai comitati, come gli uffici tecnici non abbiano considerato che il mega gasdotto dovrà attraversare il territorio della Provincia dell'Aquila per ben 103 chilometri, passando per aree vincolate sotto il profilo urbanistico, paesaggistico, idrogeologico ed archeologico; passando per fiumi, boschi, aree di uso civico, aree Parco, siti di interesse comunitario; correndo lungo un territorio altamente sismico, in parallelo con o tagliando faglie attive. Non hanno neanche considerato che la centrale di compressione è in zona sismica di primo grado ed è in aperto contrasto con il piano regolatore generale del Comune di Sulmona e con il Piano regionale per la Tutela della Qualità dell'aria».
«La verità», sostengono i comitati, «è che quanto deliberato dal Consiglio provinciale è rimasto totalmente lettera morta. La Giunta provinciale non ha attuato neppure uno dei punti su cui era stata impegnata dal Consiglio: dal ricorso al Tar alle iniziative su Regione e Governo nazionale, fino allo studio della qualità dell'aria in Valle Peligna».


Parole dure anche contro l’assessore del Comune di Sulmona Gianni Cirillo, accusato di essere «il secondo portavoce della Snam (il primo resta il sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti) e di aver sminuito rischi ed impatto del progetto».
Secondo Cirillo, ricordano i comitati, «la centrale e il metanodotto non solo non creano nessun problema, sono sicuri e non comportano rischi sismici anche a fronte di eventi come quello di Tarsia in Calabria, quando l’11 febbraio scorso è esploso un metanodotto della Snam a causa di un semplice smottamento di terreno. Né il progetto porta rischi per la salute. Per non parlare del famoso ristoro della Snam che nell'immaginario di Cirillo prevede 4 milioni di euro che divisi per 40.000 (gli abitanti, per difetto, della Valle Peligna) e divisi per 50 (supponiamo gli anni di durata della centrale) fa due euro a testa di ristoro ogni anno».
I dati veri, secondo gli ambientalisti restano invece le valutazioni degli oltre 200 medici ed operatori sanitari della Valle Peligna che hanno sottoscritto il documento contro le industrie insalubri e quelli della Commissione nazionale Via che ha prescritto un anno di monitoraggio della qualità dell'aria prima dell'avvio dei lavori della centrale. Ed un dato altrettanto vero è l’impegno dell'intera Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e dell'intero Consiglio Regionale dell'Abruzzo che, con risoluzioni e norme di legge, hanno sancito la pericolosità del progetto Snam, impegnando il Governo nazionale ad individuare soluzioni.