IL PORTO DELLE SABBIE

Armatori, comandanti e ambientalisti: «il progetto del porto è pessimo» (e costa troppo)

Presentate le osservazioni al progetto che costa 120mln di euro

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Armatori, comandanti e ambientalisti: «il progetto del porto è pessimo» (e costa troppo)
PESCARA. La storia si ripete. Purtroppo sempre uguale perché c’è chi si ostina a reiterare gli errori del passato. Ora c’è un nuovo porto da ripensare (per rimediare allo scempio varato alla fine degli anni ‘90).

E si ricompongono gli schieramenti contrapposti tra chi si dice favorevole al progetto faraonico che costa oltre 120 milioni di euro (amministratori e politici più o meno trasversali)   e chi invece si dice contrario perché quel progetto non potrà che peggiorare le cose (e non era facile).
Oggi ambientalisti, armatori, pescatori, comandanti hanno illustrato alla stampa le loro osservazioni al progetto del nuovo Prp, cioè il piano regolatore portuale che stravolgerà completamente l’attuale bacino in teoria con la scusa di rimediare agli errori realizzati con il vecchio progetto.
Tutto come a cavallo del nuovo millennio quando a Pescara si doveva pubblicizzare il nuovo porto e la costruzione della diga foranea. Dopo dieci anni anche i ciechi ed i diretti responsabili si sono accorti dei problemi connessi al progetto realizzato. Oggi a distanza di tanto tempo qualche attore dell’epoca si ritrova ancora, e come allora impegnato a sostenere le proprie ragioni (che non sono cambiate nel frattempo).

Sul fronte del porto insomma si deve per ora registrare una bocciatura sonora e all’unanimità e senza appello della proposta di nuovo Piano Regolatore Portuale attualmente in procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Per gli operatori economici e l'associazione ambientalista Wwf il Piano realizzato dai progettisti Noli-De Girolamo-Pavia, se fosse approvato e realizzato, rischierebbe di affossare definitivamente lo scalo pescarese. Gli armatori e i comandanti hanno presentato le loro osservazioni  individuando, in un documento di 45 pagine, ben 6 aspetti negativi.
Si tratta di ragioni tecniche ma anche di conseguenze che soprattutto alla luce della esperienza dovrebbero essere evitate. Si registra però una certa ostinazione a portare avanti l’attuale progetto che viene definito da più parti come il migliore possibile e per questo sponsorizzato e spinto fin nelle stanze della Regione. E pare che proprio su questo argomento, tra i tanti sostenitori, ci sia l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, che ha benedetto in passato la triplice dei progettisti. Sul fronte opposto si ritrova Antonio Spina, ex presidente del comitato che nel 2000 aveva predetto molto meglio di Nostradamus gli effetti nefasti della diga foranea. In una lettera dell’epoca Spina si diceva pronto a retrocedere dalla sua posizione ed accettare il progetto contestato a patto che i politici sottoscrivessero cambiali in prima persona che sarebbero servite per ripagare lo scempio che si accingevano a realizzare.
Naturalmente nessuno raccolse la provocazione, nessun politico si impegnò a ripagare gli errori fatti e da dieci anni sono stati spesi decine di milioni di euro per dragare il bacino. 
 
TUTTE LE CONTESTAZIONI AL PROGETTO

1) IL PERICOLO PER LA NAVIGAZIONE
 
L'orientamento delle due imboccature previste per il nuovo scalo pescherecci e per il nuovo bacino commerciale, poste da Noli - De Girolamo - Pavia rispettivamente a 310° nord-ovest e 98°sud-est metterebbe a serio rischio la sicurezza della navigazione in quanto per la maggior parte dell'anno i pescherecci si troverebbero a rientrare in porto con moto ondoso e vento “al traverso” rispetto all’imboccatura della darsena pescherecci ed anche le navi nel bacino commerciale.
Questa situazione di pericolo viene ulteriormente esacerbata dalla configurazione del porto pescherecci in cui è previsto un avamporto in cui si creerebbe un moto ondoso di ritorno oltre a quello in entrata, data la presenza dei moli anteriore e laterale.

2) E’ PREVISTO UN INSABBIAMENTO NOTEVOLE E COSTI DI DRAGAGGIO INSOSTENIBILI.
Le dimensioni faraoniche del nuovo porto, con due dighe ancora più imponenti ed estese rispetto alla stessa diga foranea attuale, provocheranno l'insabbiamento dei due bacini. Pertanto se già oggi le condizioni dello scalo sono disastrate dalla diga foranea si rischia di accrescere ancora di più i costi del dragaggio che già ora creano notevoli problemi tecnici ed economici.

3) COLLEGAMENTI IMPOSSIBILI TRA CITTA' E NUOVE BANCHINE

La logistica del nuovo porto pescherecci sarebbe estremamente difficoltosa e pare incredibile che si sia pensato di far passare tutto il traffico delle nuove banchine (rifornimenti carburanti, camioncini per il trasporto del pescato ecc.) dietro la piazzetta della Madonnina e sotto il Ponte del Mare, in un corridoio strettissimo con interferenze importanti con i sotto-servizi, quali quelli collegati alla vasca di raccolta delle acque reflue.
 
4) LA GIMKANA DEL FIUME

   
5) ECOSFERA SOGNA SVILUPPI INESISTENTI
La Società Ecosfera ha curato l'analisi socio-economica della proposta Noli-De Girolamo–Pavia. Questa società,  «con un approccio immaginifico», dicono i contestatori, «ha assecondato l'idea di “grandeur” portuale, senza però avere alcun riscontro oggettivo».
Proprio sull’affidamento di questo incarico risulta indagato l’ex sindaco Luciano D’Alfonso nella maxi inchiesta denominata “Caligola”.


6) I COSTI SPROPOSITATI.
Secondo i progettisti il costo del nuovo porto sarebbe di 120 milioni di euro. Una cifra già enorme per la situazione del Paese e della Regione, quando non si riesce neanche a risolvere un problema minimo come quello del dragaggio. In realtà, considerando le problematiche della logistica sopra richiamate, secondo gli esperti consultati dagli armatori questo progetto potrebbe costare molto di più se non il doppio delle stesse stime dei progettisti.