IL PORTO DELLE SABBIE

Porto Pescara: vasca di colmata, provveditorato chiede analisi all'Arta

L’agenzia regionale ha contattato l’Ispra

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Porto Pescara: vasca di colmata, provveditorato chiede analisi all'Arta
PESCARA. Cominciato il lungo iter che porterà alla gara di appalto per promuovere i lavori di svuotamento.

Con una lettera inviata all'Arta, oltre che ai rappresentanti di ministero delle Infrastrutture, Regione, Provincia di Pescara e direzione marittima, il provveditore interregionale per le opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna, Donato Carlea, ha chiesto all'Agenzia regionale per la Tutela ambientale Abruzzo di procedere alla caratterizzazione dei sedimenti presenti nella vasca di colmata del porto di Pescara.
Un passaggio indispensabile per effettuare lo svuotamento dei materiali che attualmente si trovano nella vasca di colmata e poi procedere con la impermeabilizzazione del fondo e il deposito in vasca dei sedimenti derivanti da nuove operazioni di dragaggio. Il contenuto attuale della vasca andra' recapitato come rifiuto in altri siti.
La caratterizzazione, specifica il Provveditorato, dovra' avvenire secondo un Piano di campionamento validato dall'Ispra.
A questo scopo l'Arta si e' subito attivata e ha contattato l'Ispra - dice il presidente Guerino Testa ricordando che nei giorni scorsi sono state effettuate due riunioni tecniche a riguardo.
Il Provveditorato, dice sempre Testa, ha anche annunciato che sta procedendo alla valutazione tecnico-economica e procedurale sia di questa soluzione che di alternative, basate sulla realizzazione della deviazione del fiume cosi' come impostato nel Piano portuale in fase di approvazione. Questa seconda ipotesi, a detta del Provveditorato, consentirebbe ingenti risparmi.
ei giorni scorsi la riunione con il Governo ha confermato che il dragaggio del Porto di Pescara interesserà almeno 400 mila metri cubi di fanghi, che dovranno essere stoccati nella vasca di colmata.
Il provveditore ha incaricato il professor Novi di quantificare gli interventi sulla diga foranea. In questo senso il ministero dell’Ambiente ha dato piena disponibilità ad accelerare le procedure e la Regione ha attivato per i controlli oltre all’Arta anche l'Isspra.