LA PROTESTA

Salme in ammollo: il Comune vuole a tutti i costi il cimitero “acquatico”

Braccio di ferro tra amministrazione e comitato

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Salme in ammollo: il Comune vuole a tutti i costi il cimitero “acquatico”
CHIETI. E’ braccio di ferro tra il Comitato “Amici di strada ombrosa” ed il Comune per la realizzazione del nuovo cimitero di Chieti scalo.

Nonostante le criticità evidenziate anche durante un incontro con il sindaco e le ripetute segnalazioni alle commissioni consiliari, nonostante gli esposti inoltrati alla Procura della Repubblica, l’amministrazione comunale tenta la prova di forza ed inserisce l’argomento all’odg del Consiglio comunale.
Insomma il cimitero acquatico “s’ha da fare”, checché ne dicano le relazioni idrogeologiche che attestano l’esistenza di una falda acquifera molto superficiale. Il fenomeno dell’acqua “bassa” viene descritto infatti sia nella relazione del geologo di parte sia in quella dell’amministrazione, ma è evidente “ictu oculi” per la presenza di pozzi artesiani in loco. E quando piove, la valletta in cui è previsto il Cimitero raccoglie tutta l’acqua delle colline circostanti. Il fatto è che nel cimitero sono previste inumazioni, il che significa che i morti saranno a mollo.
Non è bastata questa criticità evidente a convincere che la scelta forse è da rivedere. Al contrario l’amministrazione comunale è andata avanti con due provvedimenti già contestati, con tanto di esposto alla Procura. Il primo è la decisione di non assoggettare il progetto alla Vas, la valutazione ambientale strategica (che pure in questo caso non sembra tanto peregrina), il secondo è la proroga dei termini del bando per il project financing per la presentazione di un’offerta da parte di chi ha fatto pervenire una dimostrazione di interesse.

Un provvedimento del funzionario addetto proroga infatti il termine di presentazione (nessuno infatti ha presentato offerte) e così ci sarà un mese e mezzo di più di tempo per cercare di elaborare un progetto esecutivo cantierabile. Restano però le perplessità più volte evidenziate e che Fabio Pirani e Fabio Argirò, rispettivamente presidente e vice del Comitato “Amici di strada ombrosa”, hanno ripetuto il 12 giugno scorso in una lettera-diffida al Comune e a tutti i consiglieri.
«Resta incomprensibile – dice la lettera – come l’Ufficio urbanistica, pur conoscendo lo stato dei luoghi e della falda acquifera, decida la non assoggettabilità alla Vas. Al di la del disagio dei morti, resta quello dei vivi. A Santa Filomena c’è rischio inquinamento da cadavere per l’acqua che serve ad irrigare i campi».
Sebastiano Calella