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Parte la class action di Codici contro Enel per disagi mal tempo

Possono partecipare tutti i cittadini che hanno subito disservizi Enel

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Domenico Pettinari

Domenico Pettinari

ABRUZZO. Durante il mal tempo dello scorso febbraio l’Enel ha garantito a singhiozzo la fornitura energia elettrica. Oggi, a chiedere conto di quei disagi è l’associazione Codici con una class action contro il gigante dell’energia. All’ iniziativa parteciperanno le sedi Codici di Lazio Toscana, Abruzzo.

L’ Enel sta recapitando indennizzi ristoratori alle famiglie, pari a 200 euro per i 3-4 giorni di interruzione dell’energia. Una cifra irrisoria, l’ha definita l’associazione, che per questo rivendica maggiori diritti.
Dal 20 giugno al 30 luglio i cittadini che abbiano subito disagi possono aderire all’iniziativa recandosi agli sportelli territoriali Codici o contattando lo sportello Energia Codici allo 065571996. Per l’Abruzzo, ad esempio, la sede regionale di Pescara Codici, è in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, 15. Il numero da contattare è lo 085.77211 e la e-mail: codici.abruzzo@codici.org.
La partecipazione è gratuita ed aperta agli utenti del servizio elettrico sia del mercato tutelato che del mercato libero elettrico che hanno subito un distacco di fornitura di energia elettrica nel periodo 3-13 febbraio 2012 ma anche quelli che non hanno subito danni economici/materiali, in quanto si richiederà il risarcimento per danno biologico e morale per l’accaduto.
Il cittadino, per partecipare, dovrà presentare copia dell'ultima bolletta (obbligatoria), copia del documento d’identità dell'intestatario dell'utenza (obbligatoria), copia di fatture per acquisto di ogni bene necessario a far fronte al maltempo (se presenti), dichiarazione dei danni subiti sia in autodichiarazione oppure in perizia da tecnico (se presenti).
L’iniziativa in Abruzzo sta già riscuotendo successo, ha sottolineato il segretario provinciale Codici Domenico Pettinari, «stiamo raccogliendo numerosissime adesioni da parte di cittadini che hanno subito ingenti danni e disagi. Rinnoviamo quindi l’invito ad aderire alla class action».