ESTORSIONE

Chiedeva il pizzo ai negozi di Giulianova, arrestato rom già condannato 37 volte

Le vittime non avevano denunciato gli episodi estorsivi

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Chiedeva il pizzo ai negozi di Giulianova, arrestato rom già condannato 37 volte
GIULIANOVA. Da qualche tempo Anacleto Di Giorgio Anacleto, 38enne di Giulianova, di etnia Rom, con una fedina penale da far impallidire, era diventato il terrore dei titolari degli esercizi commerciali di Giulianova e zone limitrofe.

Di Giorgio Anacleto è stato condannato definitivamente in trentasette occasioni differenti di cui due rapine aggravate.
L’uomo nei casi accertati era solito estorcere agli esercenti somme tra i 100 e 200 euro e, in caso di rifiuto, andava in escandescenza con conseguenti insistenti minacce verbali e di fatto, che costringevano le vittime a desistere e consegnare la somma richiesta.
L’arresto è scattato in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Teramo che, su richiesta del pm Stefano Giovagnoni, ha concordato pienamente gli esiti delle risultanze investigative acquisite dai militari del dipendente Nucleo Operativo in ordine al reato di estorsione continuata.
Si è trattato di indagini difficili, hanno spiegato gli inquirenti, nate esclusivamente dall’iniziativa degli stessi militari, perché le vittime non denunciavano formalmente i fatti, che di volta in volta chiamati ad intervenire negli esercizi pubblici del luogo oggetto di estorsione, hanno segnalato i fatti alla Procura per poi, su delega dell’Autorità Giudiziaria, sentire le vittime che confermavano i fatti reato. Vittime che non hanno mai denunciato i fatti ma, hanno dovuto farlo successivamente su espressa richiesta degli organi inquirenti. 


Il Comandante della Compagnia di Giulianova, capitano Luigi Dellegrazie, nel complimentarsi con gli uomini del Luogotenente Antonio Longo ha sottolineato «la necessità di maggiore collaborazione da parte delle vittime di soprusi, l’unico modo per ottenere giustizia e la punizione dei colpevoli; cosa questa registrata solo poche volte negli ultimi anni e che ha consentito al rom arrestato di diventare una vera e propria emergenza sociale». Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo.