LA SENTENZA

Les Paillottes, condanna bis per De Cecco. «Demolire subito le parti abusive»

Confermata la condanna anche in secondo grado. Si va in Cassazione?

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Les Paillottes, condanna bis per De Cecco. «Demolire subito le parti abusive»
PESCARA. La Corte di Appello dell'Aquila si è pronunciata ieri pomeriggio sui presunti abusi edilizi sul demanio marittimo che sarebbero stati commessi sulla riviera sud di Pescara negli spazi dello stabilimento 'Les Paillotes'.

Lo rendono noto il Wwf e Marelibero.net che esprimono soddisfazione per la conferma integrale della sentenza di primo grado che ha condannato un anno fa il proprietario della struttura, Filippo Antonio De Cecco, e il direttore dei lavori Nicola Di Mascio.
Il giudice ha stabilito 11 mesi di reclusione e un'ammenda di 39.000 euro per De Cecco, 6 mesi e 24.000 euro di ammenda per il direttore dei lavori.
L'imprenditore della pasta in qualità di legale rappresentante della "Portanuova Enterteinment srl" insieme a Di Mascio, erano accusati di aver realizzato in assenza di uno specifico e lecito titolo edilizio -in violazione dell'articolo 60 del Piano regolatore di Pescara- una vera e propria nuova costruzione mediante «l'ampliamento consistente, la modifica e lo stravolgimento del preesistente manufatto edilizio oggetto della (peraltro illegittima) concessione demaniale».
«E’ importante – sottolineano gli ambientalisti - la decisione di disporre la demolizione immediata degli abusi quindi il ripristino della situazione antecedente l'abuso edilizio».
Loredana Di Paola, a nome delle due associazioni, dichiara che «si tratta di una condanna esemplare che deve essere di monito per chi intende tuttora perseguire le deregulation totale sulle spiagge abruzzesi. 


Ai cittadini in questi anni e' stata sottratta la vista mare per lunghissimi tratti del litorale: e' un fatto intollerabile e quella di oggi e' una loro vittoria nonche' delle associazioni e del movimento che da anni denunciano la completa cementificazione delle spiagge, spesso abusiva come 'Les Paillotes'».
Da parte sua l'imprenditore ha sempre respinto al mittente le accuse e ha spiegato che «dal 2002 fino al giugno 2004 la proprietà si è prodigata nella esecuzione di ammodernamenti estetici e funzionali della struttura immobiliare mantenendone l'ingombro plano-volumetrico originario».
Nuovi lavori quindi, tutti autorizzati, secondo i De Cecco e soprattutto che non avrebbero modificato la volumetria.
Per la società Porta Nuova Entertainment S.r.l., proprietaria dell'immobile, chi chiede un permesso e poi lo ottiene, esegue i lavori.
Il processo è stato seguito per le parti civili dagli avvocati Salvatore Acerbo e Alessandra Torelli; per gli imputati: dagli avvocati Amodio e Rossi ( De Cecco) e dagli avvocati Goffredo Tatozzi e Giulio Cerceo ( Nicola Di Mascio).