SICUREZZA IN CITTA'

L’Aquila, criminalità in aumento, diminuiscono i poliziotti

I sindacati sul piede di guerra interpellano le istituzioni

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Il capo della polizia a L'Aquila

Il capo della polizia a L'Aquila

L’AQUILA. Meno militari per la sicurezza cittadina. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha deciso di far rientrare nei reparti di provenienza le aggregazioni dei poliziotti che si trovano a L’Aquila per prestare aiuto ai colleghi di stanza.

Si tratta di una decisione che depotenzierà il corpo di sicurezza presente in città. I sindacati di polizia Siulp e Sap hanno manifestato la loro preoccupazione al Prefetto de L’Aquila, al Questore, al presidente della Provincia ed al sindaco.
La decisione, secondo le sigle, va ad aggravare un contesto di emergenza come quello aquilano (il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2011 ha prorogato infatti lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2012). Sono ancora in tanti ad aver bisogno di assistenza; la popolazione assistita al 29 maggio 2012 è ancora di 21.387 persone, tra le quali, numerose sono le famiglie ricoverate in alberghi e nelle caserme.
Il territorio del solo Comune de L’Aquila, poi, è tra i più estesi d’Italia (e quindi difficilmente controllabile) con 467 chilometri quadrati; con il terremoto sono stati realizzati nuovi borghi ai margini del territorio, 19 insediamenti del progetto “c.a.s.e.” e 21 aree edificate con “Moduli Abitativi Provvisori” (m.a.p.); sono stati creati, ex novo, 40 nuovi quartieri, in cui abitano persone di diversa nazionalità, strato sociale, culturale e religioso; così come tra un insediamento e l’altro del progetto “c.a.s.e.” può intercorrere un diametro di 32 chilometri e la squadra volante con il suo solo organico spesso non ce la fa a coprire certe distanze.
La criminalità è in costante aumento, secondo le sigle, e preoccupa tantissimo la popolazione. In un solo anno, le persone arrestate sono più che raddoppiate, passando da 146 a 380, così come le persone denunciate,passate da 798 a 1450.
A questo quadro si somma poi la mancata ristrutturazione da parte del Ministero dell’Interno della sede della Questura e della Polizia Stradale; situazione che costringe interi reparti lavorare nei sottoscala di una banca.
«Questi fatti», hanno detto i sindacati, «sfuggono a chi è demandato e stipendiato per assumere decisioni del genere (cioè il depotenziamento del corpo)».
E’ per questo che Siulp e Sap hanno chiesto al Prefetto Giovanna Maria Iurato di mettere la questione all’ordine del giorno del prossimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica.