RICOSTRUZIONE

Progetto C..a.s.e, guasti e rimpallo di responsabilità: i problemi restano

Chi deve provvedere alla manutenzione?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4750

 Progetto C..a.s.e, guasti e rimpallo di responsabilità: i problemi restano
L’AQUILA. I 19 insediamenti del progetto C.a.s.e. hanno, ad oggi, un costo consuntivato di oltre 800 milioni di euro.

Le risorse provengono dal Governo, dalle donazioni e dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea. Una somma enorme, dunque, per le ‘casette di Berlusconi’ ovvero i mini appartamenti costruiti in pochi mesi per ospitare quei terremotati che non hanno più una casa e vivono lì in attesa che la ricostruzione pesante inizi e finisca.
L’assemblea Cittadina ha avanzato, in merito ai reali costi degli alloggi, richieste ben precise e una recente delibera della passata consiliatura ha destinato, quando l’emergenza abitativa sarà ridimensionata, una percentuale di tali alloggi agli studenti universitari. Ma potranno essere utilizzati anche dalle associazioni di volontariato, operatori culturali e ricercatori che si impegnino a restare a L’Aquila, per almeno due anni.
Il Comune ha, in sostanza, immaginato un futuro per il progetto C.a.s.e che non si chiuderà quando l’emergenza terremoto sarà conclusa. Ma hanno veramente futuro quelle case che, fin da subito e ancora oggi, hanno fatto emergere piccoli e grandi problemi strutturali?
Nella relazione del Ministro Fabrizio Barca del 12 marzo 2012, al paragrafo 3 “Programmazione e previsioni”, è allegata la Tavola 5 “Previsione del fabbisogno di risorse” che, alla lettera H, inserisce il costo manutenzione C.a.s.e. . «Nella tabella non è riportata alcuna voce», sottolinea Assemblea Cittadina, «ma viene suggerito di confrontare il dato annuale del contratto stipulato dal Dipartimento Protezione Civile con Manutecoop Facility Management S.p.A. che scade il 4 ottobre 2013».


Ma i cittadini non conoscono l’importo del contratto e le somme liquidate sino ad oggi, né sono in grado di comprendere quali siano le competenze ascrivibili alla Manutecoop S.p.A., dal momento che la stessa, già da diverso tempo, in seguito alle numerose segnalazioni ad essa pervenute sul numero verde, in merito ai guasti negli alloggi, risponde di non essere più competente e rimanda al Comune dell’Aquila.
«In tale non chiarezza, nell’impossibilità di comprendere quali siano i soggetti cui spetta la responsabilità degli interventi necessari ad arrestare l’ ormai inesorabile deterioramento degli alloggi», raccontano i residenti, «subiamo anche l’ulteriore disagio di vivere in ambienti non sicuri dal punto di vista igienico. La condizione diventa intollerabile quando negli alloggi deteriorati sono presenti bambini ed anziani».
Le foto inviate sono relative a problemi dell’insediamento di Bazzano, problemi che seppur ripetutamente segnalati, non trovano soluzione. L’Assemblea cittadina, in seguito a quanto evidenziato dai residenti negli alloggi provvisori, chiede all’amministrazione Comunale di «porre definitivamente fine al rimpallo di competenze e di fare chiarezza, in nome della tanto auspicata trasparenza ed informazione. La mancata manutenzione dei costosissimi alloggi sta riducendo in briciole non solo la dignità degli abitanti, ma anche la solidarietà dimostrata da coloro che hanno donato agli aquilani, nonché il grande aiuto pervenuto dall’Unione Europea».