VANDALI

Danneggiano gravemente scuola e documenti, due minorenni nei guai

Scoperti grazie alle impronte delle scarpe

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1787

Danneggiano gravemente scuola e documenti, due minorenni nei guai
LANCIANO. Una bomboletta spray di colore bianco, tanta rabbia per essere stati bocciati e il disastro è stato compiuto.
 Quando il personale scolastico ha varcato la soglia dell’istituto professionale De Giorgio si è accorto di quanto accaduto ed ha subito chiamato i carabinieri diretti dal capitano Massimo Capobianco. Sulla vetrata d’accesso alla scuola, con vernice bianca spray, ignoti hanno disegnato un po’ di tutto: disegni fallici, scritte ingiuriose, svastiche e stelle di David. Un miscuglio di gesti e frasi da rendere evidente che chi ha agito non ha chiaro il significato di certi simboli. Superato l’ingresso il pian terreno è stato trovato completamente allagato: le valvole dei termosifoni sono state aperte e il danno è stato compiuto. Nella corte interna della scuola i carabinieri hanno notato rigagnoli provenienti dal piano superiore, anche questo allagato con identiche modalità. Al primo piano, una bandiera dell’Italia, scardinata dal supporto è stata gettata a terra tra i resti di una pianta, probabilmente presa a calci. Un distributore automatico di merendine e bevande è stato ribaltato e distrutto. La caduta deve aver generato un boato che, però, data la posizione dell’Istituto che si trova in una zona isolata, nessuno può aver sentito. Poi, come se già tutto ciò non fosse sufficiente, i vandali hanno sganciato gli estintori dal loro alloggiamento e hanno cosparso completamente l’intero ufficio di segreteria, dove ci sono fascicoli e documenti importanti.

«DANNO NON QUANTIFICABILE»
Quantificare il danno è pressoché impossibile, perché a quello materiale si aggiunge la difficoltà di recuperare gli atti devastati e riuscire a reperire, adesso, in vista degli imminenti esami, una sede idonea ad accogliere gli scrutini. I carabinieri si sono messi subito al lavoro per individuare i malfattori, cercando impronte e tracce che potessero contribuire alla loro incontrovertibile identificazione. Punto di partenza i ragazzi bocciati: infatti poche ore prima della ‘spedizione’ dei vandali, avvenuta in orario notturno, sono stati resi noti i nominativi di quanti non sono stati ammessi agli esami, circa una ventina tra ragazzi e ragazze. Troppi per chiudere il cerchio. Ad andare incontro agli inquirenti è stato, però, il reperimento di due chiare impronte di scarpa, che chi ha agito ha inavvertitamente lasciato durante la fuga e di una grandezza tale – un 43 e un 44 – da non poter appartenere ad una ragazza. Allora, l’attenzione degli investigatori si è focalizzata solo sui ragazzi, sei in tutto, che potessero avere motivi di risentimento.

LA CONFESSIONE

Di questi due sono minorenni e uno solo ha già compiuto 18 anni. Recatisi presso le abitazioni dei ragazzi i carabinieri si sono limitati a chiedere di poter visionare le suole delle scarpe a loro in uso, ed ecco che immediatamente i due colpevoli sono saltati fuori, così come la bomboletta spray con cui avevano imbrattato la vetrata d’ingresso e che spontaneamente hanno consegnato. I colpevoli - entrambi minorenni, che non appartengono ad ambienti socialmente degenerati, così come molto spesso si è indotti a pensare, ma, al contrario, da famiglie rispettabilissime – non hanno potuto far altro che ammettere il proprio coinvolgimento nel fattaccio e sono stati, quindi, deferiti a piede libero alla Procura del Minori presso il Tribunale di L’Aquila per danneggiamento aggravato. Dalla ricostruzione fatta dai militari si è scoperto che i due ragazzi, a bordo dei loro motocicli hanno percorso una stradina sterrata che li ha condotti all’interno del cortile della scuola riuscendo ad entrare da una porta taglia fuoco all’interno della scuola e a cominciare l’opera.