CRIMINALITA'

Terrorismo, tra i 10 anarchici arrestati anche due abruzzesi

A casa di uno dei due materiale per ordigni

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Terrorismo, tra i 10 anarchici arrestati anche due abruzzesi
Sono stati arrestati questa mattina dai Ros Stefano Gabriele Fosco, 50enne di Chieti residente in Toscana e Giulia Marziale, 34enne abruzzese domiciliata a Terni.

In manette anche Elisa Di Bernardo, 36enne toscana, compagna di Fosco; Alessandro Settepani, 26enne originario del ternano e dimorante nel perugino; Sergio Maria Stefani, 30enne romano; Katia Di Stefano, 29enne toscana ma dimorante a Roma; Giuseppe Lo Turco, 23enne, catanese domiciliato a Genova; Gabriel Pombo Da Silva, 44enne spagnolo attualmente detenuto in Germania; Marco Camenisch, 60enne svizzero detenuto nel Paese elvetico, Paola Francesca Iozzi, 31enne marchigiana domiciliata a Perugia.
Sono indagati nella stessa inchiesta altri 24 anarco-insurrezionalisti tra cui 6 greci della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, già detenuti.

SEQUESTRATO MATERIALE PER ORDIGNI

«Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato materiale utile per confezionare ordigni», ha detto il comandante, generale Ganzer nel corso di una conferenza stampa. Recuperati anche bulbi di lampadine, bulloni e altro utilizzati appunto per confezionare ordigni esplodenti.
Il materiale ritenuto utile alla preparazione di ordigni esplosivi è stato sequestrato a Terni, - secondo quanto si è appreso - nell'abitazione di Giulia Marziale. La giovane è stata bloccata dai carabinieri del Ros sulla costa teramana. Nel corso della successiva perquisizione nella sua casa, gli investigatori hanno quindi trovato elementi meccanici ed elettrici, come molle, fili e bulbi di lampadine, considerati utili per preparare plichi esplosivi da spedire per posta o altri ordigni da far esplodere in loco. Materiale indicato - hanno spiegato ancora i carabinieri - nel «manuale dell'anarco-esplosivista» e in quello denominato «mille modi per sabotare il mondo».

40 PERQUISIZIONI

Tra gli arrestati - secondo gli investigatori - figurano alcuni tra i maggiori esponenti dell'organizzazione che ha firmato alcuni tra i più recenti attentati con ordigni esplosivi in Italia ed all'estero. Nel corso dell'operazione sono state effettuate oltre 40 perquisizioni in tutto il territorio italiano. Figure di spicco - sempre secondo gli investigatori - sarebbero i due anarchici detenuti in Svizzera e Germania che, con i complici liberi in Italia, avevano progettato le campagne terroristiche, dettandone tempi, obiettivi, documenti e sigle di rivendicazione. Non  figurano, tuttavia, a carico delle persone coinvolte contestazioni specifiche relative all'attentato, rivendicato dalla Fai, subito il 7 maggio scorso dal dirigente dell'Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi.

«TUTTI APPARTENENTI AL FAI»

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini gli arrestati sarebbero tutti appartenenti alla Federazione anarchica informale (Fai) e al Fronte rivoluzionario internazionale (Fri). Le accuse mosse agli indagati riguardano, tra l'altro, gli attentati del 2009 alla Bocconi, al Cie di Gradisca d'Isonzo (Gorizia); al dg di Equitalia a Roma, la Deutsche Bank di Francoforte e l'Ambasciata greca di Parigi nel 2011.