IL PROBLEMA

Biblioteca di Piazza Salotto ancora chiusa, «personale parcheggiato»

Blasioli (Pd) avanza una proposta

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Biblioteca di Piazza Salotto ancora chiusa, «personale parcheggiato»
PESCARA. L’hanno chiusa per trasferirla. Ma alla fine l’hanno semplicemente chiusa, senza trasferirla.

La biblioteca “Di Giampaolo” di Piazza Salotto è stata chiusa tre mesi fa, il 6 marzo 2012. Motivazione: i costi eccessivamente elevati di affitto del locale della biblioteca. Il servizio avrebbe dovuto essere trasferito nei locali di via Tiburtina. Ad oggi, non è stato fatto. Lo scorso 31 maggio i giovani democratici hanno dato vita ad una manifestazione di flash mob contro la chiusura.
Antonio Blaisoli consigliere comunale del Pd è entrato a gamba tesa  sul problema criticando la decisione di dismettere la struttura e la gestione delle politiche  culturali. «Anche la biblioteca Provinciale di Pescara registra problemi», ha sottolineato Blasioli.
Al momento la situazione sarebbe questa secondo l’esponente del Pd: «i sei funzionari sono stati trasferiti in una stanza che si trova all'interno della sovraintendenza dei beni librari di via Firenze. Fermi lì da quasi tre mesi e stipendiati per non fare nulla e con la biblioteca regionale chiusa e che non vedrà la luce certamente in questa estate. Le previsioni più positive ci dicono infatti che la nuova biblioteca regionale potrebbe aprire i battenti solo a settembre in quanto alla struttura mancherebbero ancora delle certificazioni necessarie, comprese quelle antincendio e l'insufficiente climatizzazione negli uffici per carenza di potenza elettrica (attualmente c'è solo la corrente di cantiere) unito al fatto che si tratta di locali con le superfici a vetro e finestre che permettono solo un ricambio parziale dell’aria».
Il consigliere del Pd si chiede se la Regione ha firmato il contratto con la società titolare dello stabile, se  sapeva di tutta questa mole di lavori da effettuare all'interno di quei locali, se ha previsto delle penali per questo ritardo e per la duplicazione dei costi (paga in contemporanea i canoni di locazione per gli uffici di via Firenze e per quelli della Tiburtina) e le spese di personale non utilizzato. Le responsabilità sono di tutti, in generale, secondo Blasioli. A partire dai vertici regionali, a finire con quelli provinciali. 


La proposta è di chiedere all’ assessore Federica Carpineta (che a giorni assumerà anche la delega alla cultura oltre che al patrimonio) di destinare i locali che si trovano sotto il rilevato ferroviario, di proprietà di Centostazioni (19.000 mq vuoti) come sede della biblioteca.
 «Ricordo che nel luglio 2011», dice Blasioli, « l'assessore Antonelli dichiarava sulla stampa che era in uno stato avanzato l'accordo di programma con Centostazioni, titolare dei locali che si trovano sotto la stazione ferroviaria di Pescara, eternamente vuoti fin dalla loro realizzazione. Realizzare la biblioteca sotto la stazione centrale di Pescara sarebbe strategico per la città, per la scelta centrale facilmente raggiungibile (treni ed autobus), per il riempimento di un grande vuoto che non trova contenuto dagli anni della sua realizzazione e per la sicurezza dell'intera zona».
Ma se la biblioteca regionale si trova in queste condizioni, di certo non se la cava meglio quella provinciale, secondo il consigliere.
Infatti la biblioteca provinciale “G. D’Annunzio” di Pescara è alle prese con carenza di risorse finanziarie (passate dai 126.00 euro in totale  del bilancio 2009, ai 39.000 del 2010, ai 22.000 del 2011 ); carenza di personale, (passato dalle 19 unità complessive del 2010 alle 10 unità attuali, i bibliotecari specializzati, in particolare, erano 6, ora sono 2); problemi logistici che si trascinano dal 2010, in  parte risolti, in parte no. Si tratta di interventi per mettere a norma e rendere pienamente agibili sia gli spazi aperti al pubblico, sia i depositi librari, che in totale conservano circa 250.000 pezzi fisici, tra volumi e periodici.
Solo nel  marzo 2012 dopo 10 giorni di chiusura, sopralluoghi nel corso degli anni dei Vigili del Fuoco e prescrizioni della Direzione generale della Protezione civile e dei servizi antincendi del Ministero dell’Interno, i vari locali destinati alla frequentazione dei cittadini (sale di lettura, sala internet, distribuzione libraria, sala cataloghi e accessi) sono stati messi tutti a norma, dal punto di vista delle vie di fughe e degli impianti elettrici. Ad oggi, però, il deposito principale è ancora chiuso, conclude Blasioli, «e ciò procura gravi ripercussioni per i frequentatori della Biblioteca, studiosi, studenti, professionisti: soprattutto gli studenti universitari laureandi ricevono un serio danno ai loro diritti di accesso alla conoscenza, non potendo per mesi consultare i testi per le loro tesi di laurea».