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Scatta l’obbligo di assicurazione per gli avvocati

Dal 12 agosto i legali “si assicurano”

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Scatta l’obbligo di assicurazione per gli avvocati
PESCARA. Avvocati assicurati.

Dal 12 agosto scatterà l’obbligo per gli avvocati di stipulare un’assicurazione per la copertura degli eventuali danni derivanti dall’esercizio della professione.
A comunicarlo è l’ Anf (Associazione Nazionale Forense). La misura è prevista dalla legge 148/1 che  stabilisce che «a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale».
 Una sorta di garanzia per il cliente che mette nelle mani del legale la sua difesa e le sue responsabilità. Lo scopo infatti è garantire il risarcimento degli eventuali danni derivanti da negligenza, dagli errori determinati sia da colpa grave che da colpa lieve, mentre non troveranno copertura quelli derivanti dai comportamenti dolosi del professionista.
 E non è tutto. Correrà  in capo all’avvocato anche l’ obbligo di comunicare al proprio assistito gli estremi della polizza assicurativa professionale e del suo massimale come previsto dal  decreto “Cresci Italia”, entrato in vigore il 24 gennaio. La norma stabilisce che «il professionista indichi al cliente i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale». E intanto è  partita la caccia delle assicurazioni per accaparrarsi una fetta di mercato così lucrosa, quella  forense. L’avvocato potrà scegliere tra polizze con la formula all risks che garantisce una copertura per tutti gli eventi non espressamente esclusi, e quelle che offrono copertura solo per gli eventi espressamente previsti dalle condizioni contrattuali.
 L’associazione nazionale forense mette in guardia sulla scelta. «Gli avvocati faranno bene, dunque, a prestare grande attenzione», dice, «così come non dovranno trascurare altri aspetti determinanti delle polizze quali la retroattività, la copertura di attività extra derivanti da incarichi giudiziali (ad esempio in materia fallimentare), dallo svolgimento di attività di mediazione, la cui integrazione comporta sovente aumenti consistenti dei premi».