GIUSTIZIA

Lavoro, giudice: «no contratti tempo determinato all'infinito»

Sentenza tribunale Vasto dopo ricorso operaio gruppo Pilkington

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Lavoro, giudice: «no contratti tempo determinato all'infinito»
VASTO. I contratti a tempo determinato non possono essere rinnovati all'infinito.

Così la sentenza del giudice del Lavoro del tribunale di Vasto, Stefania Izzi, in favore di un operaio del vastese del quale ha accolto il ricorso dichiarando la nullità dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dallo stesso con la società 'Bravo srl' di San Salvo, azienda satellite del gruppo Pilkington, e la conversione degli stessi in contratto a tempo indeterminato.
Con il medesimo provvedimento la società vetraria di San Salvo viene obbligata a ricostruire la posizione contributiva del lavoratore, facendo riferimento al mutamento del quadro di riferimento.
«Il dispositivo del Tribunale di Vasto - commenta l'avvocato Carmine Di Risio che ha patrocinato la causa dell'operaio - ha rilevanza in quanto il giudice ha censurato il ricorso a forme di lavoro flessibili che determinano la costante precarietà dei lavoratori i quali non hanno alcuna possibilità di programmare il loro futuro e alcuna garanzia sostanziale posto che risultano soggetti ad una continua e perpetua prova pur operando da anni nella stessa azienda».

«Sono anni che denunciamo lo sfruttamento dei precari, non solo a mezzo stampa, anche tramite la Direzione Provinciale del Lavoro, sugli orari, le postazioni di lavoro assurde e le tipologie di contrattazione a termine stipulate con  alcune agenzie interinali vicine all’azienda», denuncia Domenico Ranieri dei Cobas.
«Fin dall’inizio eravamo certi di ottenere questa sentenza  favorevole, perché è da sempre che ci battiamo contro ogni forma di sfruttamento e per migliori condizioni di vita nei luoghi di lavoro. Questa è quindi una vittoria importante per il lavoratore, ma anche per tutti i lavoratori della nostra zona, tanto più importante perchè conseguita contro una multinazionale ed in una fase difficile, di grave crisi, in cui sono pesantemente attaccati diritti e conquiste storiche ottenute in passato con anni di lotta e di sacrifici del movimento dei lavoratori».
 Adesso il sindacato attende «con fiducia» l’esito della causa contro la Pilkington-NSG, sul licenziamento  ai danni di Alfonso Pacilli, «colpevole di essersi tutelato legalmente dall’arroganza messa in atto da una gerarca aziendale».